Si è conclusa la Convention Nazionale Centri Scompenso Cardiaco ANMCO 2025, dove i cardiologi ospedalieri si sono dati appuntamento per discutere sulle innovazioni e le strategie cliniche più efficaci per la gestione dell’insufficienza cardiaca.
Nel nostro Paese si stimano circa 800.000 persone affette da scompenso cardiaco, principale causa di ospedalizzazione tra gli anziani. «L’insufficienza cardiaca rappresenta un rilevante problema di salute pubblica – ha dichiarato Massimo Grimaldi, presidente ANMCO e direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti –. Una corretta terapia può modificare la storia naturale della malattia, riducendo mortalità e ricoveri e migliorando la qualità di vita».
Grimaldi ha sottolineato come l’aumento dell’aspettativa di vita e i progressi diagnostici abbiano ampliato la popolazione di pazienti, ma anche come le nuove terapie, pur efficaci, incontrino difficoltà di diffusione nella pratica clinica.
Sul fronte delle evidenze, Fabrizio Oliva, past president ANMCO e direttore della Cardiologia 1 del Niguarda di Milano, ha illustrato i risultati dello studio Bring Up 3 Scompenso, ricerca osservazionale che mostra l’elevata capacità dei cardiologi italiani di applicare i “quattro pilastri terapeutici” raccomandati dalle linee guida. «I dati – ha spiegato – indicano percentuali di utilizzo superiori rispetto ai registri internazionali, a conferma della qualità dell’assistenza e dell’efficacia del modello associativo ANMCO».
Durante la Convention si è affrontato anche il tema dell’ipertensione polmonare, con focus sui percorsi diagnostici e sul ruolo dei team multidisciplinari. Federico Nardi, presidente designato ANMCO e direttore della Cardiologia dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, ha evidenziato l’importanza della diagnosi precoce e del lavoro integrato tra specialisti, come raccomandato dalle linee guida ESC/ERS.
La Convention ha confermato l’impegno dell’Associazione nel promuovere la formazione, l’innovazione terapeutica e la diffusione delle buone pratiche cliniche nella gestione dello scompenso cardiaco.