Clinica
Diabetologia
08/07/2025

Diabete tipo 1, promettente terapia con cellule staminali: dieci pazienti su dodici liberi dall’insulina

Una terapia sperimentale basata su isole pancreatiche derivate da cellule staminali pluripotenti allogeniche, ha consentito di sospendere le iniezioni di insulina

staminali cellule

Una terapia sperimentale basata su isole pancreatiche derivate da cellule staminali pluripotenti allogeniche, ottenute da donatore sano, ha consentito a dieci persone con diabete di tipo 1 di sospendere completamente le iniezioni di insulina. I dati arrivano da uno studio clinico di fase 1-2, condotto da un team internazionale di ricercatori e finanziato da Vertex, azienda sviluppatrice del trattamento zimislecel, e sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Nello studio sono stati arruolati 14 pazienti con diabete tipo 1 da lunga data (età media 42 anni, durata media della malattia oltre 22 anni), tutti seguiti per un anno dopo l’infusione delle cellule. Le prime due persone sono state trattate con 400 milioni di cellule per valutarne la sicurezza. Le successive dodici hanno ricevuto una dose piena di 800 milioni di cellule pancreatiche, infuse nel fegato, con l’obiettivo di verificarne la funzionalità. In entrambi i gruppi la terapia è stata associata a immunosoppressione.

Tutti i pazienti trattati con dose piena hanno evitato episodi gravi di ipoglicemia e mantenuto un buon controllo glicemico, con valori di emoglobina glicata (HbA1c) inferiori al 7%. Il tempo trascorso all’interno del range glicemico target è stato in media del 76%. Al dodicesimo mese, dieci dei dodici partecipanti hanno sospeso completamente l’insulina, raggiungendo l’indipendenza terapeutica. Un risultato rilevante, anche in confronto con le terapie più avanzate oggi disponibili.

Il trattamento ha inoltre mostrato sicurezza generale favorevole e presenza stabile nel sangue del peptide C, indicatore di produzione endogena di insulina da parte delle isole pancreatiche impiantate.

«Si tratta di un potenziale cambio di paradigma – commenta Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia – se consideriamo che il 75% dei pazienti con diabete di tipo 1 non raggiunge i target glicemici raccomandati, con ricadute su complicanze e mortalità. Anche tra chi utilizza sistemi automatizzati per l’insulina, oltre un terzo non rientra nei valori di HbA1c raccomandati e il 9% continua ad avere ipoglicemie gravi e ricorrenti».

«Questa terapia rappresenta un’evoluzione del trapianto di isole pancreatiche», osserva Lorenzo Piemonti, direttore del Diabetes Research Institute e responsabile del Dipartimento di medicina rigenerativa e trapianti d’organo dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano. «Rispetto alle isole prelevate da donatori, qui il vantaggio è la possibilità di produrre cellule in quantità teoricamente illimitata e in tempi programmabili».

Lo studio è frutto di oltre venticinque anni di ricerca preclinica e ha ora avviato la fase 3, denominata Forward, con l’obiettivo di arruolare cinquanta partecipanti entro il 2025. Prossima sfida: eliminare la necessità di immunosoppressione, rendendo il trattamento più sicuro e accessibile.

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