Non sospendere autonomamente le terapie con agonisti del recettore del GLP-1 sulla base di informazioni “non correttamente contestualizzate”. È il messaggio lanciato dalla Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI), che riunisce AMD e SID, e che invita le persone con diabete e obesità a confrontarsi sempre con il diabetologo o con il medico curante prima di interrompere il trattamento.
Secondo FeSDI, eventuali timori generati da informazioni non verificate sui farmaci utilizzati per diabete e obesità “non devono indurre a sospendere autonomamente le terapie prescritte”. La federazione sottolinea che l’interruzione non concordata può compromettere il controllo glicometabolico e ridurre i benefici cardiovascolari e renali associati alla continuità terapeutica.
FeSDI osserva che criticare “in modo indiscriminato” i farmaci basati sul GLP-1, approvati dalle autorità regolatorie internazionali, sostenendo possibili effetti dannosi “degli occhi, del pancreas o altro”, rischia di generare disinformazione e allarme nei pazienti, inducendoli ad abbandonare terapie considerate salvavita.
La federazione riferisce inoltre che alle società scientifiche e agli studi medici stanno arrivando numerose richieste di chiarimento da parte di pazienti preoccupati. Per questo, sottolinea FeSDI, il diabetologo e il medico curante devono restare il principale punto di riferimento nella gestione terapeutica.
Gli agonisti del GLP-1 vengono definiti “una delle classi terapeutiche più solide e meglio studiate nell’ambito delle malattie metaboliche”. Secondo FeSDI, i trial clinici randomizzati pubblicati negli ultimi anni hanno documentato benefici che vanno oltre il controllo glicemico e la perdita di peso, includendo riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori, protezione della funzione renale e miglioramento del profilo metabolico.
La federazione richiama anche le più recenti evidenze su possibili effetti favorevoli nello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata e in altri esiti clinicamente rilevanti.
Nel documento viene inoltre ricordato il ruolo dei GLP-1 nel trattamento dell’obesità. FeSDI sottolinea che poche terapie hanno dimostrato livelli comparabili di efficacia e sicurezza e che, in molti casi, l’alternativa può essere rappresentata dalla chirurgia bariatrica, che richiede comunque un’attenta valutazione clinica.
Secondo la federazione, i farmaci devono essere inseriti all’interno di un percorso terapeutico che comprenda alimentazione equilibrata, attività fisica e monitoraggio medico, con l’obiettivo di migliorare la salute generale e contrastare lo stigma associato all’obesità.
FeSDI conclude invitando le persone con diabete e obesità a portare eventuali dubbi o preoccupazioni all’attenzione del medico curante o del diabetologo di riferimento, ribadendo che la corretta informazione basata sulle evidenze scientifiche resta il principale strumento di tutela della salute.