Una dieta basata sul modello DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), pensata per il controllo pressorio mediante l’incremento del consumo di frutta, verdura, cereali integrali e latticini a basso contenuto lipidico, e la riduzione di sodio e grassi saturi, ha mostrato effetti favorevoli nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e ipertensione. Nello studio randomizzato DASH4D, pubblicato su “JAMA Internal Medicine”, una variante iposodica di tale dieta ha determinato una riduzione media della pressione arteriosa di 4,6/2,3 mmHg in 5 settimane rispetto a una dieta americana standard.
La dieta DASH4D si differenzia dalla formulazione originale per un contenuto inferiore di carboidrati e potassio (400 mg in meno al giorno) e per una maggiore proporzione di grassi insaturi, elementi adattati per minimizzare il rischio di iperkaliemia nei pazienti diabetici, specie quelli con disfunzione renale. L’assunzione di sodio era limitata a 1.500 mg al giorno. Lawrence Appel (Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimora) e colleghi hanno evidenziato che oltre il 90% dei partecipanti era in trattamento antipertensivo, eppure la dieta ha mostrato un effetto additivo, con un abbassamento pressorio evidente già a partire dalla terza settimana.
Lo studio ha coinvolto 102 soggetti (età media 66 anni; 66% donne; 87% di etnia nera) con diabete tipo 2 e pressione sistolica tra 120 e 159 mmHg. In un disegno crossover, ciascun paziente ha seguito quattro diverse diete: DASH4D a basso e alto contenuto di sodio (3.700 mg), dieta di controllo a basso e alto sodio. Ogni regime alimentare è durato 5 settimane, con pasti principali consumati in sede 3 volte a settimana e il resto fornito per il consumo domiciliare; il consumo di alimenti esterni al protocollo era vietato. La misurazione della pressione arteriosa, endpoint primario dello studio, è stata effettuata in triplice rilevazione su cinque giornate distinte, nelle ultime due settimane di ciascun ciclo dietetico.
Anche se la riduzione pressoria osservata è risultata inferiore a quella documentata negli studi precedenti sulla dieta DASH originale (fino a 8,9/4,5 mmHg con restrizione sodica), gli autori sottolineano la rilevanza clinica di tale effetto: una riduzione sistolica anche di soli 5 mmHg può tradursi in un calo del rischio di ictus del 14%, eventi cardiovascolari del 6% e scompenso cardiaco dell’8% nei soggetti con diabete, come confermato da meta-analisi precedenti e da studi condotti in popolazioni asiatiche.
I risultati più modesti della DASH4D possono essere attribuiti a diversi fattori: il contenuto potassico ridotto rispetto al modello originario, l’uso concomitante di farmaci ipotensivi (in particolare diuretici, agonisti del recettore del GLP-1 e inibitori del SGLT-2), e la modifica della terapia antipertensiva durante lo studio in circa un quinto dei partecipanti. Va inoltre considerato che soggetti con diabete di tipo 2 possono rispondere in modo attenuato alla modulazione dietetica per via di alterazioni fisiopatologiche legate alla malattia e alle terapie in atto.
Il tasso di completamento delle diete è stato elevato (83,3%) e gli eventi avversi rari: pochi soggetti hanno presentato una pressione sistolica inferiore a 90 mmHg, mentre due casi di iperkaliemia (potassiemia ≥5,5 mEq/L) sono stati segnalati nei gruppi assegnati alla dieta DASH4D. Gli autori raccomandano ulteriori studi per definire con maggiore precisione la sicurezza e l’efficacia di tale regime nei pazienti con rischio elevato, in particolare con nefropatia avanzata. Tra i principali limiti, vanno citati il disegno monocentrico e le interruzioni nel protocollo alimentare dovute alla pandemia da COVID-19.
In conclusione, pur con effetti più contenuti rispetto alla formulazione originaria, la dieta DASH4D rappresenta una possibile strategia coadiuvante nella gestione della pressione arteriosa nei pazienti con diabete tipo 2, soprattutto in contesti in cui la sola terapia farmacologica non garantisce un controllo ottimale dei valori pressori.
JAMA Intern Med. 2025:e251580. doi: 10.1001/jamainternmed.2025.1580.