Clinica
Nutrizione
12/06/2025

Diete troppo restrittive associate a sintomi depressivi, lo studio

Le persone che limitano eccessivamente le calorie durante un percorso di dimagrimento sono più inclini a manifestare sintomi depressivi

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Un nuovo studio, pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health, ha evidenziato una possibile associazione tra restrizione calorica e aumento dei sintomi depressivi negli adulti.

I dati, analizzati da un team di ricercatori di Toronto (Canada). provengono da 28.525 partecipanti adulti al National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) e al Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9), uno strumento validato per la valutazione della depressione.

Molti adulti, secondo i più recenti dati circa il 70% degli adulti statunitensi, per esempio, oggi sono in sovrappeso o obesi. Esistono molti modi per cercare di perdere peso, tra cui modificare la dieta o assumere farmaci. Un potenziale problema che può sorgere per chi cerca di dimagrire è la restrizione eccessiva di calorie o nutrienti.

Infatti, molte persone esagerano quando iniziano una dieta, riducendo drasticamente le calorie. Altri si concentrano su un solo gruppo alimentare, come nel caso della dieta carnivora.

Sebbene la perdita di peso possa essere importante per alcuni, è anche essenziale farlo in modo sano. Le diete drastiche possono causare problemi fisici e potrebbero anche causare problemi mentali, come esplorato in questo studio.

La depressione colpisce milioni di persone ogni anno e, negli Stati Uniti, i casi sono in aumento. Secondo i dati del 2020 dei CDC, il 18,4% degli adulti statunitensi ha dichiarato di aver ricevuto una diagnosi di depressione.

Lo studio ha classificato i partecipanti in quattro gruppi: dieta a restrizione calorica (8%), dieta a restrizione nutrizionale (3%), dieta medica strutturata, come la dieta DASH (2%) e nessun modello dietetico definito (87%).

I ricercatori hanno confrontato le risposte al PHQ-9 considerando anche fattori come l’indice di massa corporea (BMI) e il sesso biologico. Ridurre le calorie porta anche a carenze di vitamine del gruppo B, ferro, acidi grassi omega-3 e carboidrati complessi, tutti essenziali per i processi neurochimici che regolano l'umore e le emozioni.

I ricercatori hanno scoperto che le persone che seguivano diete con forti restrizioni caloriche o nutrizionali tendevano ad avere più sintomi depressivi rispetto a chi non seguiva nessuna dieta. L’analisi ha controllato per BMI e sesso biologico, confermando la tendenza indipendentemente da questi fattori. Inoltre, gli autori hanno osservato che mangiare in modo sano può aiutare la salute mentale, mentre i cibi processati possono danneggiarla.

Nel complesso, il 7,79% dei partecipanti ha riferito di aver avuto sintomi depressivi. Le persone nel gruppo sottoposto a restrizione calorica hanno ottenuto punteggi PHQ-9 complessivi più elevati: hanno avuto un aumento di 0,29 punti rispetto agli altri gruppi con differenze più pronunciate tra gli uomini.

Gli autori dello studio ritengono che queste associazioni possano essere attribuite al fatto che gli uomini hanno un fabbisogno calorico più elevato e non riescono a soddisfare i propri bisogni nutrizionali attraverso l'assunzione di cibo.

I ricercatori sottolineano quindi che, sebbene la perdita di peso sia importante per la salute, le modalità estreme possono compromettere l’equilibrio psicologico, sottolineando che una dieta equilibrata, ricca di alimenti non processati, può aiutare sia il peso corporeo che la salute mentale. È inoltre auspicabile integrare valutazioni psicologiche e un supporto nutrizionale equilibrato nei percorsi di dimagrimento, soprattutto nei soggetti vulnerabili a disturbi dell’umore.

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