Clinica
Cardiologia
28/05/2025

Sedentarietà post-infarto, rischio raddoppiato di eventi cardiaci se si superano le 14 ore al giorno

Bastano 30 minuti di attività fisica al giorno per ridurre il rischio di infarto. Ma se non si può meglio è meglio dormire che stare seduti. I risultati di un nuovo studio

infarto donna

Una nuova ricerca, pubblicata su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, ha rivelato che le persone che hanno avuto un infarto e trascorrono più di 14 ore al giorno sedute raddoppiano il rischio di avere un secondo problema cardiaco entro un anno. Tuttavia, questo rischio può essere ridotto sostituendo 30 minuti di comportamento sedentario al giorno con attività fisica leggera o moderata/intensa, oppure, contro intuitivamente, con un po’ di sonno.

Lo studio, guidato dal prof. Keith Diaz, esperto di medicina comportamentale presso la Columbia University, ha coinvolto oltre 600 pazienti post-infartuati, monitorati tramite accelerometro da polso per 30 giorni dopo la dimissione ospedaliera.

Il team di ricerca ha osservato che chi trascorreva in media più di 14 ore al giorno seduto aveva oltre il doppio delle probabilità di subire un altro evento cardiaco o un nuovo ricovero entro un anno.
Gli scienziati hanno visto che camminare lentamente o muoversi anche con attività leggere può tagliare il rischio del 50%. Se poi quei 30 minuti vengono dedicati ad attività più intense come una camminata veloce o sport, la riduzione del rischio sale al 61%.

Il team ha anche scoperto che sostituire 30 minuti di sedentarietà con altrettanti minuti di sonno riduceva il rischio di un secondo evento del 14%.
“Dormire è meglio che stare seduti”, ha spiegato Diaz. “È un comportamento che aiuta corpo e mente a recuperare, soprattutto dopo un evento grave come un infarto. Molti pazienti fanno fatica a trovare il tempo o si sentono sopraffatti all’idea di esercitarsi. Il nostro messaggio è incoraggiante: anche dormire mezz’ora in più, invece che guardare la tv o stare al telefono, può favorire il recupero e ridurre il rischio. Per chi sta spesso sul divano, è un piccolo passo che può fare una grande differenza”,

Molte sensazioni corporee dell’esercizio intenso possono ricordare l’infarto, spingendoli a evitare l’attività fisica. Di conseguenza, risultano estremamente sedentari, seduti per oltre 13 ore al giorno, spiegano i ricercatori.
Tuttavia, fare 30 minuti al giorno di attività non è sufficiente: l’esercizio rappresenta solo il 2% della giornata, per chi lo pratica. Il movimento, qualunque sia l’intensità, è benefico dopo il ricovero ed è importante evitare lunghi periodi di sedentarietà anche se si pratica ginnastica quotidiana.

Il messaggio è chiaro: se hai avuto un infarto, non basta “fare esercizio” una volta al giorno. È importante anche evitare di stare troppo a lungo seduti. Piccoli cambiamenti quotidiani, come alzarsi più spesso, fare qualche passo in casa o andare a dormire un po’ prima, possono aiutarti a restare in salute più a lungo.

“Anche se l’esercizio offre i benefici maggiori, i nostri risultati sono incoraggianti anche per chi non ha tempo, capacità o voglia di allenarsi. Una vita sana dopo un infarto è più accessibile di quanto pensassimo: non è solo per chi frequenta la palestra”, ha concluso Diaz.

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