Il contributo complessivo dell’infarto miocardico, inclusa la forma con arterie coronarie non ostruttive (MINOCA), alla morte cardiaca improvvisa nella comunità rimane poco definito. Il POST SCD, uno studio prospettico condotto a livello di contea, ha utilizzato l’autopsia sistematica per chiarire questo aspetto, classificando i decessi improvvisi presunti come cardiaci — di natura aritmica o non aritmica — oppure non cardiaci, con i decessi traumatici come riferimento di controllo. Un caso veniva definito “morte improvvisa dovuta a infarto miocardico” quando l’esame istopatologico documentava un infarto in assenza di altre cause letali. La malattia coronarica ostruttiva era definita dalla presenza di stenosi pari o superiori al 50% in almeno un’arteria coronaria.
Nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2011 e il 31 marzo 2023 sono stati valutati 943 decessi improvvisi presunti: 360 (38%) sono risultati di origine non cardiaca, mentre 583 (62%) sono stati confermati all’autopsia come morti cardiache improvvise. Tra questi, 237 casi (41%) erano attribuibili a infarto miocardico. La grande maggioranza (214 casi, 90%) presentava un infarto acuto o cicatriziale associato a coronaropatia ostruttiva (MI-CAD), mentre 23 casi (10%) erano MINOCA acuti, con la proporzione più elevata osservata nella popolazione nera (P < 0,05).
L’analisi delle lesioni coronariche nei casi di morte improvvisa da MI-CAD acuto (95 pazienti, 173 lesioni) ha evidenziato un coinvolgimento prevalente dell’arteria discendente anteriore sinistra (66 lesioni, 38%) e dell’arteria coronaria destra (59 lesioni, 35%), quest’ultima risultata il vaso colpevole più frequente (43%). Le cause non aritmiche erano più comuni nei MINOCA rispetto ai MI-CAD acuti (35% contro 15%; P = 0,037), con una tendenza a valori più elevati nella popolazione asiatica (P = 0,1). Il carico totale di fibrosi miocardica non differiva tra MINOCA e MI-CAD acuti (P = 0,6).
In sintesi, in questo studio condotto nell’arco di dodici anni, un quarto di tutti i decessi improvvisi e il 41% delle morti cardiache improvvise confermate all’autopsia erano attribuibili a infarto miocardico, con differenze significative tra gruppi etnici. Tra i casi dovuti a MI-CAD, le arterie più frequentemente coinvolte erano la discendente anteriore sinistra e la coronaria destra. Le cause non aritmiche risultavano invece doppie nei MINOCA rispetto ai MI-CAD acuti, delineando un profilo patogenetico distinto all’interno dello spettro dell’infarto responsabile di morte improvvisa.
Fonte
J Am Coll Cardiol. 2026 Mar 23:S0735-1097(26)00140-3. doi: 10.1016/j.jacc.2026.01.030
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42024048/