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14/11/2024

Inquinamento atmosferico e rischio malattie cardiometaboliche, uno studio fa il punto

L'inquinamento dell'aria rappresenta il quarto fattore di rischio modificabile e prevenibile che contribuisce al carico globale delle malattie cardiovascolari

inquinamento

Un recente studio, pubblicato su Scientific Reports, ha evidenziato come l'esposizione prolungata a un mix di inquinanti atmosferici, come il particolato fine (PM2.5 e PM10) e gli ossidi di azoto (NO2 e NO), possa aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche, una condizione caratterizzata dalla presenza di due o più patologie cardiovascolari o metaboliche e conseguente mortalità.

Salute cardiovascolare e inquinamento atmosferico

Con l'aumento dell'invecchiamento della popolazione, la multimorbilità cardiometabolica (CM), definita come la presenza di almeno due malattie cardiometaboliche, sta diventando sempre più prevalente e rappresenta una sfida importante per la salute pubblica. Rispetto ai pazienti con una sola malattia cronica, i pazienti con CM hanno una qualità di vita inferiore, una maggiore mortalità e comportano maggiori oneri per i sistemi sanitari.

Oltre a fattori comportamentali come il fumo, la scarsa attività fisica e la dieta non salutare, l’esposizione all'inquinamento atmosferico aumenta la suscettibilità alla CM e alla mortalità correlata. L'inquinamento dell'aria rappresenta infatti un problema globale di salute pubblica: è stato identificato come il quarto fattore di rischio modificabile e prevenibile che contribuisce al carico globale delle malattie cardiovascolari.

Studi precedenti si sono concentrati sugli effetti di singoli inquinanti atmosferici, ma le persone sono spesso esposte a una combinazione di inquinanti, i cui effetti cumulativi sulla CM sono poco noti. Infatti, l'effetto combinato degli inquinanti potrebbe essere maggiore della somma dei loro effetti individuali, un fenomeno noto come sinergismo tra inquinanti.
Rispetto ad altri studi, questa ricerca non solo analizza la relazione diretta tra inquinamento atmosferico e malattie cardiovascolari, ma esplora anche il ruolo dell’inquinamento nel passaggio dallo stato di salute alla malattia cardiometabolica e, successivamente, alla mortalità. Questo approccio è coerente con le linee guida globali sulla qualità dell’aria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che incoraggiano un approccio multi-inquinante.

Studio attuale: modello multi-strato e progressione della CM

I ricercatori hanno utilizzato un modello multistrato per valutare l'effetto combinato dell'esposizione agli inquinanti atmosferici sulla progressione della CM, dal primo episodio di malattia cardiovascolare fino alla mortalità. I risultati mostrano che, dopo aggiustamenti per variabili multiple, l’inquinamento atmosferico è associato a un aumento della suscettibilità alla CM e alla mortalità generale, soprattutto nelle persone senza precedenti malattie cardiovascolari e in quelle con diabete di tipo 2 o ictus, in un rapporto dose-dipendente.
Inoltre, i ricercatori osservato che la suscettibilità genetica rafforza questa associazione, anche se non in modo statisticamente significativo.

Meccanismo d’azione, influenza del sesso e stili di vita

Gli inquinanti atmosferici possono influenzare la CM attivando processi infiammatori o causando stress ossidativo, disfunzione endoteliale, ipercoagulabilità e trombosi, ipertensione, aterosclerosi e rimodellamento cardiaco, oltre a disfunzioni autonomiche, alterazioni elettrofisiologiche e resistenza all’insulina.
L'analisi stratificata mostra che gli ormoni femminili, in particolare l'estrogeno, esercitano un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare, ma la loro reazione fisiologica allo stress (ambientale e non) le rende più suscettibili alle malattie croniche rispetto agli uomini. Tuttavia, nei maschi, un maggior inquinamento è correlato a una superiore suscettibilità alla mortalità. Uno stile di vita sano può ridurre gli effetti dannosi dell'inquinamento atmosferico; studi precedenti hanno infatti dimostrato che gli effetti negativi di PM2.5, PM10 e NO2 sono più marcati in persone con uno stile di vita malsano.

Importanza della sorveglianza e delle strategie di prevenzione

Questi risultati sottolineano l'importanza di ridurre l'esposizione all'inquinamento atmosferico attraverso politiche di controllo dell'inquinamento e misure di prevenzione individuale, come l'utilizzo di mascherine filtranti e la riduzione del tempo trascorso all'aperto nei periodi di picco dell'inquinamento. Inoltre, promuovere uno stile di vita sano, con una dieta varia ed equilibrata, attività fisica regolare e non fumare, può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità. A livello politico, infine, è necessario sostenere politiche ambientali volte a ridurre l'inquinamento atmosferico per contribuire a migliorare la salute pubblica

È fondamentale continuare a investire nella ricerca scientifica per comprendere meglio i meccanismi attraverso cui l'inquinamento atmosferico danneggia la salute cardiovascolare e per sviluppare strategie di prevenzione e trattamento sempre più efficaci.

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