Clinica
Oncologia
03/10/2024

Cancro, aumento del rischio cardiovascolare nei sopravvissuti. Lo studio

Nonostante i progressi nella cura del cancro abbiano migliorato la sopravvivenza, i sopravvissuti al cancro sono a maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari

flebo

Un recente studio pubblicato sulla rivista Cancer ha analizzato il rischio di malattie cardiovascolari (CVD) negli anziani che hanno affrontato un trattamento oncologico. Nonostante i progressi nella cura del cancro abbiano migliorato la sopravvivenza, i sopravvissuti al cancro sono a maggior rischio di sviluppare malattie come le CVD rispetto alla popolazione generale.

Lo studio

I dati di questo studio provengono dal trial ASPREE (Aspirin in Reducing Events in the Elderly), condotto su 15.454 pazienti australiani e americani con un'età media di 74 anni. Il campione includeva principalmente pazienti con tumori alla prostata (26%) e al colon-retto (14%), seguiti da quelli affetti da tumori al seno, del sangue, polmonari e melanoma (8% ciascuno). Tra i partecipanti, l'80% ha ricevuto un trattamento oncologico, con il 55% sottoposto a interventi chirurgici, il 45% a chemioterapia e il 29% a radioterapia.

I pazienti oncologici hanno il doppio delle probabilità di morire per una malattia cardiovascolare rispetto agli individui senza cancro. Questo rischio è particolarmente elevato per coloro che ricevono farmaci cardiotossici.
Nel corso dello studio, 1.392 pazienti hanno ricevuto diagnosi di tumore. Rispetto ai pazienti senza cancro, i malati di cancro hanno mostrato il doppio delle probabilità di sviluppare CVD, con 10,3 eventi per 1.000 anni-persona nei soggetti senza cancro e 20,8 tra i pazienti oncologici.

Le incidenze di infarto miocardico, scompenso cardiaco e ictus erano più elevate nel gruppo oncologico, indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolari clinici. Il rischio era particolarmente elevato tra i pazienti con cancro metastatico, che hanno registrato un’incidenza cinque volte maggiore rispetto a quelli senza metastasi. Le terapie intensive con farmaci cardiotossici e la gravità del tumore in fase avanzata hanno contribuito a questo aumento del rischio.
Tra i vari tipi di tumore, quelli ematologici e polmonari hanno mostrato un rischio rispettivamente cinque e tre volte superiore di sviluppare CVD. Nei pazienti con tumore al polmone, spesso fumatori, il rischio è ulteriormente aggravato.

I maschi e i pazienti sopra i 75 anni presentavano un rischio cardiovascolare più elevato, in entrambi i gruppi (oncologici e non). La chemioterapia è stata associata a un rischio doppio di sviluppare CVD, probabilmente a causa della cardiotossicità dei farmaci somministrati a pazienti in migliori condizioni fisiche. Al contrario, i pazienti sottoposti a intervento chirurgico mostravano un rischio ridotto di CVD, probabilmente perché più sani al momento dell’operazione e grazie all’eliminazione rapida dei fattori tumorali. Tuttavia, la radioterapia è risultata associata a un aumento degli eventi cardiotossici.
L'uso di aspirina non ha mostrato alcun beneficio nel ridurre il rischio cardiovascolare, con tassi di incidenza simili tra i gruppi che assumevano aspirina e quelli con placebo.

Conclusioni

Lo studio conferma un rischio aumentato di CVD nei pazienti anziani con una diagnosi di cancro. Il rischio più elevato è stato osservato tra i pazienti con tumori metastatici, ematologici e polmonari, oltre a quelli sottoposti a chemioterapia.
Questi risultati evidenziano l'importanza di screening adeguati e strategie di gestione per ridurre il rischio cardiovascolare nei sopravvissuti al cancro, sollecitando ulteriori ricerche per aiutare a sviluppare interventi mirati per mitigare il rischio di CVD nei pazienti oncologici.

Matteo Vian

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