Valvulopatie presenti nel 9% degli assistiti sopra i 75 anni: è il dato che giunge da Milano dove è stato attivato a marzo uno screening negli anziani. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Fimmg Milano, i medici dell’Heart Valve Center dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e la Fondazione Alfieri per il Cuore, promotrice e ideatrice. Obiettivo: diagnosticare e prendere in carico quanti più possibili pazienti cronici con questa patologia. «Gli anni difficili della pandemia hanno messo a dura prova il sistema sanitario territoriale e da questa lezione abbiamo imparato che fare rete è l’unico modo per raggiungere tutti i pazienti, soprattutto i cronici che hanno bisogno quotidianamente di assistenza. Ed è da qui che siamo partiti: connettere il territorio, in particolare gli ambulatori dell’area milanese, con gli ospedali, per fare prevenzione», dichiara Anna Pozzi, segretario provinciale di FIMMG Milano. Il progetto ha preso il via in un primo studio medico della provincia milanese dove, una volta a settimana, un cardiologo ecografista dell’Heart Valve Center eseguiva, in forma gratuita, uno screening per valutare la presenza di una valvulopatia cardiaca a pazienti asintomatici con più di 75 anni, attraverso un ecocardiogramma, esame non invasivo. Le valvulopatie, disturbi che possono insorgere nelle valvole tricuspide, polmonare, mitrale e aorta, possono essere di natura congenita o acquisite. Queste ultime possono essere di origine degenerativa, infettiva, ischemica, traumatica o secondaria alla dilatazione dei grandi vasi o del ventricolo. Il paziente affetto può presentare affaticamento, dispnea nell’attività fisica, e progressivamente anche a riposo, fino a sperimentare l’insorgenza di aritmie causate dallo scompenso del ventricolo sinistro in caso di insufficienza aortica. Ma spesso è asintomatico, persino ad uno stadio avanzato. «Nel progetto, su 136 pazienti over 75 esaminati, nel 9% dei casi è stata riscontrata una valvulopatia misconosciuta –spiega Pozzi con risultati preliminari in linea con la letteratura internazionale che evidenzia una incidenza fino al 13% degli over 75, e richiama l’attenzione sulla necessità di estendere lo screening delle malattie valvolari a più anziani possibile. Se sommiamo queste informazioni con il dato Istat secondo cui nel 2019 le persone sopra i 75 anni di età erano 7 milioni, circa il 12% della popolazione, potremmo ipotizzare circa 630.000 italiani con valvulopatie misconosciute».
A seguito della diagnosi, ai pazienti afferenti allo studio medico è stata offerta la possibilità di eseguire visite periodiche e successivi accertamenti, per valutare la necessità di un eventuale intervento medico, terapeutico o cardiochirurgico, sempre in collaborazione con l’Heart Valve Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. «Siamo felici di aver intrapreso questo cammino: riteniamo che la prevenzione e la presa in carico dei pazienti cronici debba partire dalla medicina del territorio sino a comprendere gli Ospedali. Speriamo che questo primo progetto pilota di proficua collaborazione sulle valvulopatie possa essere incrementato ed esteso ad altri studi medici sul territorio a beneficio di tutta la popolazione dell’hinterland milanese», afferma Francesco Maisano, direttore dell’Heart Valve Center e ordinario di Cardiochirurgia all'Università Vita-Salute San Raffaele. «I dati definitivi –dice Pozzi– saranno diffusi ad ottobre al Congresso Nazionale Fimmg. Restano da valutare le conseguenze in termini di qualità di vita e di spesa sanitaria di tali valvulopatie ma, ipotizzando un progressivo invecchiamento globale della popolazione, riteniamo sia utile estendere il programma di screening sul territorio, sia regionale che nazionale. Per questo che, grazie anche al supporto della nostra cooperativa IML-Iniziativa Medica Lombardia, e l’importante collaborazione con l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e la Fondazione Alfieri per il Cuore, prevediamo di coinvolgere sempre più studi medici sul territorio, che permettano di ampliare l’indagine a qualche migliaio di anziani, consentendo di dare evidenza a questo progetto di prevenzione a beneficio di tutti i pazienti».