Le Linee Guida americane raccomandano da più di 40 anni l’utilizzo dei diuretici tiazidici o similitiazidici come primo step nella terapia dell’ipertensione arteriosa (IA), ma queste raccomandazioni non riscontrano un consenso unanime, soprattutto in Europa, per la loro possibilità di provocare iperglicemia, iperlipemia, iperuricemia, ipercalcemia, ipokaliemia. Ora qualcosa si muove...
I diuretici dell’ansa sono una componente essenziale della terapia dello scompenso cardiaco (SC) acuto; tuttavia vi sono in letteratura scarsi dati prospettici utili per il loro uso - che pure riguarda il 90% dei pazienti ricoverati in ospedale con questa patologia – e le linee guida esistenti al riguardo si riconducono essenzialmente a opinioni di esperti. Dosi elevate di diuretici sono associate a effetti collaterali dannosi (attivazione del SRA e del sistema simpatico, alterazioni dell’equilibrio elettrolitico, peggioramento della funzione renale) e ad un peggioramento dell’outcome clinico (forse anche per le più gravi condizioni dei pazienti che richiedono alte dosi di questi farmaci). Incertezze sussistono sulle dosi da somministrare e sulle modalità di somministrazione.
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