Un aumento dei biomarcatori d’infiammazione e danno miocardico aumenta il rischio di morte, ma non predice le probabilità di uno shock erogato da un defibrillatore cardioversore impiantabile (Icd). È quanto conclude su Circulation: arrhythmia and electrophysiology il trial Prose-Icd, ovvero Prospective observational study of implantable cardioverter defibrillators, coordinato da Alan...
Nella ricerca di biomarcatori del rischio cardiovascolare, la troponina T cardiaca, misurata con metodi ad alta sensibilità, potrebbe presto occupare...
I pazienti che, all’ammissione ospedaliera per fibrillazione atriale, mostrano livelli anche solo leggermente elevati di troponina I possono essere a...
L’ateneo veronese ha partecipato a due ricerche internazionali sulla genetica dell’infarto del miocardio con i dati del Verona Heart Study,...
Il dosaggio plasmatico dell’omocisteina risulta l’unico fattore predittivo di mortalità per cause cardiovascolari nei soggetti di età molto avanzata. Queste...
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L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...