Estendere la profilassi contro il Virus respiratorio sinciziale (VRS) con nirsevimab alla seconda stagione epidemica per i bambini sotto i 24 mesi nati prima delle 32 settimane di gestazione e per quelli con specifiche condizioni di vulnerabilità clinica. È la raccomandazione contenuta nel documento congiunto elaborato da Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Società Italiana di Pediatria (SIP) e Società Italiana di Neonatologia (SIN), presentato durante il 20° Congresso Nazionale Scientifico FIMP, svoltosi a Napoli, in concomitanza con l'avvio il 1° ottobre della campagna di prevenzione contro il VRS.
Il documento, intitolato “Prevenzione del VRS: raccomandazioni per la prima e la seconda stagione di vita”, è rivolto al Ministero della Salute e alle Regioni. L'obiettivo è definire strategie di immunizzazione omogenee e basate sul rischio clinico. Secondo le tre società scientifiche, nei bambini nati prematuri e in presenza di particolari condizioni cliniche il rischio di ricovero associato all'infezione non si esaurisce nella prima stagione invernale.
Oltre ai bambini nati prima delle 32 settimane di gestazione, la raccomandazione riguarda quelli con gravi malformazioni tracheo-bronchiali congenite, fibrosi cistica con segni precoci di compromissione polmonare, displasia broncopolmonare o malattia polmonare cronica e sindrome di Down.
La proposta richiama le evidenze riportate dall'American Academy of Pediatrics sulla relazione tra prematurità e rischio di ospedalizzazione per VRS. Nei bambini sotto i 2 anni il tasso di ricovero indicato nel documento è tre volte superiore tra i nati prima delle 29 settimane rispetto ai nati a termine: 25 casi ogni 1.000 contro 8 ogni 1.000. Per i lattanti a rischio, nella seconda stagione la protezione può avvenire attraverso un anticorpo monoclonale a lunga durata d'azione come nirsevimab.
«Sul VRS bisogna superare l'idea che il rischio riguardi esclusivamente i primi mesi di vita», affermano Antonio D'Avino, presidente FIMP, Rino Agostiniani, presidente SIP, e Massimo Agosti, presidente SIN. Le società scientifiche chiedono quindi ai decisori di includere nelle strategie di immunizzazione la somministrazione dell'anticorpo monoclonale durante la seconda stagione epidemica per i bambini più fragili.
Il documento richiama anche le differenze territoriali nell'offerta. In Italia l'organizzazione è affidata alle Regioni: i neonati che nascono durante la stagione epidemica, dal 1° ottobre al 31 marzo, vengono immunizzati nei Punti nascita, mentre i nati dal 1° aprile al 30 settembre possono ricevere l'anticorpo negli ambulatori dei pediatri di famiglia o nei centri vaccinali, secondo i diversi modelli regionali. FIMP, SIP e SIN chiedono strategie «chiare e uniformi a livello nazionale» per garantire equità di accesso alla prevenzione.