Il 71% dei neonati sani a termine nasce viene allattato esclusivamente al seno, ma la percentuale scende al 48% già a 2-3 mesi e al 39% a 4-5 mesi. Con un ulteriore divario geografico: Centro e Nord mostrano tassi significativamente più elevati rispetto a Sud e Isole. È il quadro fotografato dal Progetto Policy Aziendale per l'Allattamento (PAA) della Società Italiana di Neonatologia (SIN) e dell'Istituto Superiore di Sanità, presentato in occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento che si svolge dal 1 al 7 ottobre.
«L'allattamento materno rappresenta un investimento per la salute della diade madre-neonato, con ricadute positive non solo sul piano clinico, ma anche sotto il profilo sociale, ambientale ed economico», afferma il Professor Massimo Agosti, Presidente SIN. «La consapevolezza dei benefici dell'allattamento, da sola, non basta perché una madre riesca ad allattare. È necessario che possa contare su un sostegno concreto e continuativo: da parte della famiglia, ma anche da parte dei professionisti e dei servizi sanitari».
Ad oggi hanno aderito al Progetto PAA 115 Punti Nascita (81 al Nord, 12 al Centro, 22 al Sud/Isole); 65 hanno già ottenuto l'accreditamento come "Punti Nascita per l'allattamento", avendo raggiunto gli obiettivi richiesti in termini di policy aziendale, gruppo di lavoro dedicato, rooming-in e contatto pelle a pelle.
In occasione del XXXII Congresso Nazionale SIN (Bari, 28-30 ottobre 2026) sarà presentata la mostra fotografica "Nutrire. Unire.", nata presso la Neonatologia dell'IRCCS Policlinico San Martino di Genova, con prima esposizione al Palazzo Ducale di Genova dal 6 al 18 ottobre. Al Congresso sarà anche disponibile lo spazio Baby SIN, area attrezzata per le mamme che allattano e per i professionisti-genitori presenti.
SIN ha pubblicato insieme a SIP e AIBLUD il Position Statement 2026 sull'Allattamento, con un duplice obiettivo: orientare i professionisti al sostegno individualizzato con consulenze mirate alla gestione dei problemi più comuni e fare chiarezza sulle rare controindicazioni e le barriere pratiche che vengono ancora troppo spesso scambiate per controindicazioni cliniche o alimentate da falsi miti.
Il Position Statement indica come priorità l'implementazione di modelli organizzativi che facilitino l'allattamento: contatto pelle a pelle in sala parto, rooming-in di almeno 20/24 ore, accesso libero del partner o caregiver. Nelle Terapie Intensive Neonatali, dove il latte materno resta il nutrimento di prima scelta anche per il pretermine, il documento chiede una più capillare adozione dei protocolli di sostegno e l'uso del latte umano donato come alternativa.
«In TIN è indispensabile per la relazione madre-neonato e per il miglior sviluppo complessivo la presenza attiva dei genitori come veri e propri partner di cura, in un'ottica di Family Centered Integrated Care e di Zero Separation, utilizzando momenti intimi di incontro genitori-neonato come la Kangaroo Care», sottolinea il dottor Riccardo Davanzo della Commissione Allattamento & BLUD della SIN.
«Il latte materno è un alimento unico, capace di offrire benefici immediati e a lungo termine al neonato. Rappresenta una difesa cruciale contro le infezioni e nel medio e lungo periodo svolge una potente azione preventiva contro importanti patologie come sovrappeso, obesità e cardiopatia ischemica. Questa protezione, attiva fin dai primissimi giorni di vita, pone le basi per salvaguardare la salute del futuro adulto», conclude il Presidente Agosti.