Lo screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA) sarà garantito su tutto il territorio nazionale, mentre lo Screening Neonatale Esteso comprenderà altre otto patologie metaboliche e rare. La Società Italiana di Pediatria (SIP) accoglie positivamente le novità previste dall’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei relativi provvedimenti annunciata dal Ministero della Salute.
Per la SIP, l’estensione rappresenta soprattutto un passaggio verso una maggiore uniformità territoriale nell’accesso alla diagnosi precoce. Una recente ricognizione condotta dalla Società scientifica aveva infatti rilevato una situazione ancora disomogenea tra le Regioni.
«Accogliamo con grande favore la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza annunciata oggi dal Ministero della Salute e, in particolare, l’introduzione dello screening neonatale per la SMA su tutto il territorio nazionale e l’ampliamento dello Screening Neonatale Esteso ad altre otto patologie metaboliche e rare», dichiara Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria.
Per la SMA, in particolare, la ricognizione della SIP aveva rilevato che lo screening era già attivo in 15 Regioni e risultava in fase di avvio in altre tre. L'inserimento nei nuovi LEA porta quindi la prestazione all'interno delle garanzie previste a livello nazionale.
«È un passaggio importante verso una maggiore equità nell’accesso alla diagnosi precoce», sottolinea Agostiniani. «Una recente ricognizione della Società Italiana di Pediatria ha infatti mostrato una situazione ancora disomogenea tra le Regioni: per la SMA, ad esempio, lo screening è attivo in 15 Regioni, in fase di avvio in altre tre».
L'aggiornamento dei LEA amplia inoltre lo Screening Neonatale Esteso ad altre otto patologie metaboliche e rare. La SIP concentra quindi la propria valutazione sull'effetto dell'intervento in termini di uniformità dell'accesso agli screening alla nascita.
«Rendere questi screening garantiti a livello nazionale significa offrire a tutti i neonati, indipendentemente dal luogo di nascita, le stesse opportunità di diagnosi e di intervento tempestivo», conclude Agostiniani.