La presenza di una persona con cui si ha un legame sociale può rendere più efficiente la regolazione della glicemia dopo un pasto. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Science Advances e coordinato da Shir Atzil e Monia Masalha, della Hebrew University of Jerusalem, con Shai Fuchs, dello Sheba Medical Center. I ricercatori definiscono il fenomeno “Social Physiology”, fisiologia sociale: l'ipotesi è che la vicinanza sociale possa contribuire alla regolazione di alcuni processi omeostatici dell'organismo.
Lo studio ha valutato la risposta glicemica dopo un pasto standardizzato ricco di carboidrati, confrontando una condizione sociale con una condizione nella quale i partecipanti mangiavano da soli. Nell'esperimento, che ha coinvolto 108 persone, la condizione sociale è risultata associata a una minore ampiezza dell'alterazione della glicemia e a un ritorno più rapido verso i valori precedenti.
Secondo gli autori, i risultati suggeriscono quindi che la regolazione del glucosio possa essere influenzata non soltanto dalle caratteristiche del pasto, ma anche dal contesto sociale nel quale viene consumato.
«Pensavamo al corpo come a un sistema isolato che si autoregola», ha spiegato Atzil. Secondo la ricercatrice, i risultati indicano invece un possibile ruolo della vicinanza sociale nella regolazione fisiologica dell'organismo.
Il gruppo ha verificato il fenomeno anche attraverso altri sistemi fisiologici. In un esperimento condotto su 116 partecipanti, la vicinanza sociale è stata associata a una regolazione più efficiente della temperatura durante l'esposizione al freddo. Un ulteriore esperimento ha valutato la regolazione della risposta simpatica allo stress in 115 adulti, mentre un'altra analisi ha coinvolto 56 bambini.
Nel complesso, nei diversi esperimenti la presenza sociale è risultata associata a perturbazioni fisiologiche più contenute e a un recupero più rapido. Secondo i ricercatori, gli effetti osservati non erano spiegati dal contatto fisico né esclusivamente da una riduzione dello stress.
Da questi risultati nasce il concetto proposto dagli autori di “fisiologia sociale”, secondo il quale la prossimità di altre persone potrebbe contribuire all'efficienza dei meccanismi con cui l'organismo mantiene il proprio equilibrio fisiologico. I ricercatori ipotizzano che questo principio possa contribuire anche a spiegare alcuni dei rapporti osservati tra legami sociali e salute.
I risultati non indicano tuttavia che la compagnia durante i pasti possa sostituire gli interventi sulla dieta, l'attività fisica o eventuali trattamenti medici. Lo studio documenta un effetto sperimentale della prossimità sociale sulla regolazione fisiologica e apre alla valutazione del possibile ruolo delle relazioni sociali nei processi metabolici.