L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di eplontersen per il trattamento dell’amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina con polineuropatia (ATTRv-PN) negli adulti con malattia di stadio 1 o 2. Il farmaco, un oligonucleotide antisenso coniugato con ligando GalNAc, è destinato all’autosomministrazione mensile per via sottocutanea attraverso un dispositivo auto-iniettore.
L’amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina è una malattia rara causata da mutazioni del gene TTR. In Italia sono stimati circa 600 pazienti e la prevalenza è in aumento. Nella forma con interessamento neurologico, il quadro clinico è dominato dalla polineuropatia, spesso associata a disautonomia e, in alcuni casi, a manifestazioni cardiache o a sindrome del tunnel carpale.
«L’amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina con polineuropatia è una malattia rara, progressiva e multisistemica – spiega Marco Ceccanti, Ricercatore presso il Dip. Di Neuroscienze Umane, U.O.S.D. Malattie Neurodegenerative Sapienza Università di Roma –. Mutazioni del gene TTR destabilizzano la transtiretina, una proteina prodotta principalmente dal fegato, che si aggrega in fibrille amiloidi e si deposita nei nervi periferici, nel cuore e in altri organi, determinando nel tempo un danno d’organo multisistemico».
«Il ritardo nella diagnosi rappresenta ancora oggi uno dei principali bisogni insoddisfatti nella gestione della malattia: la sintomatologia aspecifica e la sovrapposizione con neuropatie più comuni comportano spesso il misconoscimento di questi segnali, con un intervallo di anni tra i primi sintomi e la diagnosi definitiva», sottolinea Marco Luigetti, U.O.C. Neurologia, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS; Dipartimento di Neuroscienze, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma.
Eplontersen è un oligonucleotide antisenso coniugato con ligando GalNAc progettato per inibire la produzione epatica di transtiretina. Il meccanismo interviene quindi a monte del processo patologico, riducendo la sintesi sia della forma mutata sia della transtiretina wild-type.
«Il farmaco interviene direttamente sulla causa molecolare della patologia, bloccando a monte la produzione epatica della proteina TTR», sottolinea Ceccanti.
La decisione dell’Agenzia si basa sui risultati dello studio di fase III NEURO-TTRansform, pubblicati su JAMA, che hanno documentato una riduzione media dell’82% della concentrazione sierica di transtiretina rispetto al basale alla 66ª settimana. Nel programma di sviluppo clinico sono stati utilizzati, oltre al mNIS+7 per la valutazione della neuropatia, anche strumenti come il COMPASS-31 per quantificare la disautonomia. Il programma ha quindi considerato anche aspetti della funzione autonomica e dello stato nutrizionale, rilevanti per la prognosi e per la qualità di vita.
Lo studio ha inoltre evidenziato un arresto della progressione della compromissione funzionale associata alla neuropatia, valutata attraverso il punteggio mNIS+7, e un miglioramento della qualità di vita riferita dai pazienti. A 66 settimane, il miglioramento era stato osservato nel 58% dei pazienti trattati con eplontersen rispetto al 20% del gruppo placebo, con benefici mantenuti fino a 85 settimane e un profilo di sicurezza favorevole.
“L’amiloidosi ereditaria da transtiretina con polineuropatia, oltre a impattare pesantemente sulla salute, comporta un carico assistenziale molto rilevante– spiega Filippo Rumi, ricercatore ALTEMS, Co-Founder & Partner ALTEMS Advisory, Università Cattolica del S. Cuore – Intervenire precocemente nell’amiloidosi consentirebbe di produrre risvolti positivi in una duplice direzione: limitare il danno neurologico contenendo nel tempo il carico assistenziale e, dal punto di vista economico, ridurre i costi diretti ed indiretti della patologia. Garantire ai pazienti l’accesso a terapie di nuova generazione più semplici da gestire e in grado di favorire l’aderenza al trattamento significa migliorare concretamente la vita dei pazienti e incidere allo stesso tempo positivamente sia sui costi diretti che su quelli indiretti non assistenziali. Anticipare la diagnosi, rafforzare i percorsi assistenziali e ampliare l’accesso a terapie innovative può significare restituire ai pazienti una qualità di vita migliore”.
«Poter arrivare a una diagnosi più tempestiva, aumentando la consapevolezza sulla malattia e promuovendo una gestione della stessa sempre più in un’ottica multidisciplinare, rappresenta un obiettivo essenziale. In questa direzione, l’implementazione di PDTA codificati consentirebbe una maggiore uniformità nella presa in carico dei pazienti e una riduzione delle disuguaglianze regionali ancora oggi presenti», continua Rumi.
«Anche la modalità di somministrazione riflette questa attenzione: eplontersen, fin dalle fasi di sviluppo, è stato pensato per una somministrazione mensile, sottocutanea, tramite penna preriempita destinata all’autosomministrazione a domicilio» aggiunge Luigetti.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale AIFA segna dunque una nuova prospettiva terapeutica per questa patologia rara e progressiva.
“La rimborsabilità di eplontersen rappresenta un avanzamento terapeutico rilevante per le persone che convivono con l’amiloidosi ereditaria da transtiretina con polineuropatia: una patologia rara ed ereditaria che, in assenza di un trattamento efficace, progredisce in modo inesorabile fino a compromettere l’autonomia e, nel tempo, la sopravvivenza dei pazienti – conclude Raffaela Fede, Direttore Medico AstraZeneca Italia.