Una nuova strategia terapeutica che sostituisce due cicli di chemioterapia ad alta intensità con due cicli di immunoterapia basata su blinatumomab ha quasi dimezzato il numero delle recidive nei bambini e negli adolescenti con leucemia linfoblastica acuta ad alto rischio, riducendo contemporaneamente gli effetti collaterali gravi della chemioterapia intensiva. È quanto emerge dai risultati dello studio internazionale AIEOP-BFM ALL 2017, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Lo studio rappresenta il primo passo concreto verso l'integrazione dell'immunoterapia come approccio efficace e meglio tollerato nella gestione dei pazienti più vulnerabili.
La leucemia linfoblastica acuta (LLA) è il tumore più frequente in età pediatrica, rappresentando una delle principali patologie oncologiche dell'infanzia. In Italia vengono diagnosticati circa 1.400 nuovi casi di tumore nei bambini tra 0 e 14 anni annualmente e altri 600-800 nuovi casi si registrano tra i 14 e i 20 anni. I progressi terapeutici negli ultimi decenni hanno portato i tassi di guarigione a lungo termine a circa il 90%; tuttavia, una quota circa pari a uno su cinque pazienti rientra nella categoria ad alto rischio di ricaduta, caratterizzata da una probabilità più elevata di recidiva e dalla necessità di nuove strategie.
«L'obiettivo di questo studio è stato tentare di migliorare ulteriormente le probabilità di guarigione, riducendo per quanto possibile la tossicità delle cure sui bambini e il loro impatto sulle famiglie. Per arrivare a questi risultati è fondamentale sviluppare analisi e trattamenti sempre più precisi e mirati, studi biologici e profilazioni genetiche di alta complessità e valore prognostico» spiega Andrea Biondi, Direttore Scientifico Fondazione Tettamanti; Principal Investigator per l'Italia dello studio.
Blinatumomab è un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce mettendo in contatto diretto i linfociti T con le cellule leucemiche (blasti). Questo meccanismo consente al sistema immunitario del paziente di riconoscere e distruggere più efficacemente le cellule tumorali, configurando un approccio immunitario "armato" contro la leucemia.
AIEOP-BFM ALL 2017 è una sperimentazione clinica internazionale condotta dal 2018 al 2023 che ha coinvolto oltre 100 centri di ricerca in 8 Paesi europei. Il protocollo ha valutato la sostituzione di due cicli di chemioterapia ad alta intensità con due cicli di immunoterapia, sfruttando il meccanismo immunitario specifico del farmaco per sostituire parte della chemioterapia più aggressiva, mantenendo l'efficacia antileucemmica e riducendo il carico tossicologico complessivo del trattamento.
I risultati hanno dimostrato come la sostituzione della chemioterapia intensiva con l'immunoterapia mirata ha ridotto significativamente la comparsa di recidive diminuendo contemporaneamente gli effetti collaterali gravi associati alla chemioterapia, un elemento importante per la qualità della vita durante e dopo il trattamento nei bambini e negli adolescenti.
La ricerca è stata coordinata in Italia da AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica), con la Fondazione Tettamanti di Monza. Alla realizzazione dello studio hanno contribuito il Centro di Oncologia Pediatrica e la Fondazione Città della Speranza di Padova, collaborando con il gruppo tedesco BFM.
I risultati della sperimentazione rafforzano la prospettiva di integrare l'immunoterapia sempre più precocemente nel percorso terapeutico della LLA pediatrica, non soltanto per aumentare le probabilità di guarigione, ma anche per limitare le conseguenze immediate e a lungo termine. La categoria ad alto rischio, storicamente sottoposta a regimi tossici pesanti, dispone così di un'alternativa che non compromette l'efficacia mantenendo un profilo di tollerabilità significativamente migliorato.