La medicina della riproduzione si orienta sempre più verso percorsi personalizzati di procreazione medicalmente assistita (PMA), nei quali il successo viene valutato sull'intero progetto di genitorialità e non sul singolo ciclo di trattamento. È il messaggio che emerge da alcuni studi presentati al 42° Annual Meeting della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE), in corso a Londra dal 5 all'8 luglio.
Tra i lavori presentati figura uno studio multicentrico coordinato da ricercatori di IVIRMA Global Research, che ha analizzato 14.039 trasferimenti di singolo embrione ottenuti da ovociti donati. Secondo i risultati, nei cicli di ovodonazione con adeguato spessore endometriale l'assenza del tradizionale pattern endometriale trilaminare non riduce il tasso di nascita e, da sola, non dovrebbe rappresentare un motivo per annullare il trasferimento embrionale.
Un secondo studio, condotto su 2.760 trasferimenti embrionali, evidenzia invece che l'età della ricevente continua a influenzare gli esiti anche nei percorsi di eterologa. Nelle donne di 49 anni o più, il tasso di nati vivi per singolo trasferimento è risultato pari al 31,7%, rispetto al 46,2% osservato nelle pazienti tra 35 e 40 anni. Parallelamente è stato rilevato un aumento del rischio di aborto spontaneo, attribuito dagli autori a modificazioni legate all'età dell'utero e dell'endometrio.
Nel corso del congresso sono stati presentati anche dati preliminari sull'età paterna. Uno studio pilota prospettico coordinato da ricercatori di IVI Roma ha osservato che negli uomini con più di 45 anni il numero di varianti somatiche presenti esclusivamente nel DNA degli spermatozoi è risultato superiore del 31% rispetto agli uomini con meno di 30 anni. Gli autori precisano che il risultato non dimostra un aumento del rischio per la salute dei figli, ma suggerisce la necessità di approfondire il possibile ruolo dell'età paterna nella valutazione preconcezionale.
Secondo i ricercatori, i dati presentati confermano l'importanza di personalizzare i percorsi di PMA considerando le caratteristiche biologiche di entrambi i partner e il fattore tempo, sia femminile sia maschile.