L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato l'utilizzo della doxiciclina come profilassi post-esposizione (doxyPEP) per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) batteriche. La misura si inserisce all'interno di una strategia sessuale integrata che non sostituisce ma integra le misure preventive consolidate, a partire dall'uso del preservativo.
Negli ultimi anni l'incidenza di clamidia, gonorrea e sifilide è andata aumentando in numerosi Paesi, mentre i dati sull'HIV mostrano una stabilizzazione o un lieve calo in diversi contesti, verosimilmente legato alla diffusione della profilassi pre-esposizione (PrEP). La doxyPEP si configura come il passo successivo nella costruzione di una strategia preventiva stratificata.
Come osservano gli esperti, la prevenzione con doxyPEP potrebbe avere un potenziale considerevole perché le precedenti strategie preventive hanno già dimostrato un'elevata efficacia. Tuttavia, un utilizzo inappropriato o eccessivo potrebbe promuovere la resistenza antimicrobica e compromettere la strategia complessiva.
La raccomandazione OMS è supportata dai dati di trial clinici randomizzati, tra cui DoxyPEP e ANRS DOXYVAC. La doxyPEP riduce il rischio relativo di infezioni da Chlamydia trachomatis e Treponema pallidum del 70-80%. L'efficacia contro Neisseria gonorrhoeae è tuttavia significativamente inferiore, con studi che riportano valori intorno al 50% o meno, un dato rilevante per il monitoraggio dell'impatto epidemiologico.
Le linee guida OMS sulle IST sono state contestualmente ampliate e rafforzate con l'obiettivo di fornire ai clinici di prima linea raccomandazioni basate sulle evidenze più aggiornate, integrate con le valutazioni GRADE, per il rafforzamento della prevenzione, diagnosi e cura delle IST.
L'OMS raccomanda di affiancare all'implementazione della doxyPEP un sistema di sorveglianza della resistenza antimicrobica (AMR), che includa, ove possibile, sia il monitoraggio dei trend di resistenza sia quello dell'utilizzo degli antibiotici. La preoccupazione per la selezione di ceppi resistenti, in particolare di gonococco, è uno degli elementi centrali che richiede attenzione nella pianificazione dei programmi.
Le linee guida OMS indicano come prioritari gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM) e le donne transgender con IST batteriche recenti o nonché le persone che appartengono a reti o contesti sessuali ad alta prevalenza di queste infezioni. Lo schema posologico prevede una dose singola di doxiciclina 200 mg entro 72 ore dall'esposizione sessuale ad alto rischio in assenza di corretto utilizzo del profilattico.
Sul piano dell'implementazione, l'approccio raccomandato prevede di avviare la doxyPEP prioritariamente nei contesti specializzati (cliniche IST, centri dedicati, pronto soccorso) per poi estenderla progressivamente all'assistenza primaria, con una formazione adeguata sia per i professionisti sanitari sia per i potenziali utilizzatori. "Entrambi i gruppi devono comprendere l'importanza di utilizzare la strategia in modo appropriato per ridurre al minimo il rischio di resistenza antimicrobica. Si tratta di un equilibrio delicato: se un lato viene sovraccaricato, l'altro ne risente" specifica l’OMS.
Tereza Kasaeva, Direttore del Dipartimento HIV, Tubercolosi, Epatiti e IST dell'OMS, ha affermato: "Queste raccomandazioni aggiornate riflettono l'impegno dell'OMS nel garantire che le persone che vivono con l'HIV beneficino delle opzioni terapeutiche più efficaci, sicure e pratiche disponibili."
L'OMS accompagnerà l’attuazione di queste raccomandazioni attraverso una serie di webinar e aggiornamenti professionali, invitando i sistemi sanitari nazionali a consultare l'Organizzazione prima di introdurre la doxyPEP.