Farmaci
Neurologia
31/03/2026

Schizofrenia, fino a un terzo dei deficit cognitivi è modificabile. Lo studio italiano

Farmaci, sonno, stile di vita e fattori sociali possono aggravare le prestazioni cognitive e sono potenzialmente modificabili, è quindi fondamentale distingue tra deficit "primario" e "secondario

neurone

Oltre l'80% dei pazienti con schizofrenia presenta deficit cognitivi che compromettono il funzionamento lavorativo, relazionale e quotidiano, spesso in misura maggiore rispetto agli stessi sintomi psicotici. Tuttavia, almeno un terzo di questi deficit non è espressione diretta della malattia, ma è riconducibile a fattori secondari e modificabili. È questa la principale indicazione che emerge dallo studio condotto dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Università di Brescia, diretto dal prof. Antonio Vita, presidente della Società Italiana di Psichiatria, presentato al Congresso Europeo di Psichiatria (EPA 2026) a Praga.

In Italia la schizofrenia interessa circa 300.000 persone, con una prevalenza stimata intorno allo 0,6% della popolazione adulta. Il deterioramento cognitivo rappresenta uno dei principali determinanti della qualità della vita in questa popolazione, con un impatto sul funzionamento globale che supera quello attribuibile alla sintomatologia psicotica.

“Una quota significativa dei deficit cognitivi, almeno un terzo, osservati nelle persone con schizofrenia è riconducibile a fattori secondari e quindi, almeno in parte, modificabile – spiega il prof. Vita – Si tratta di un aspetto cruciale, perché apre a margini concreti di intervento”.

Il gruppo di ricerca bresciano propone una distinzione concettuale e operativa tra due componenti del deterioramento cognitivo nella schizofrenia. Il deficit cognitivo primario riflette la componente neuroevolutiva intrinseca della patologia: interessa funzioni quali memoria, attenzione, funzioni esecutive e cognizione sociale, è spesso rilevabile già prima dell'esordio psicotico e presenta un andamento relativamente stabile nel tempo.
Il deficit secondario, invece, è determinato da fattori sovrapposti che possono aggravare ulteriormente le prestazioni cognitive. Tra questi: il carico anticolinergico della terapia farmacologica, l'uso di antipsicotici di prima generazione e benzodiazepine, la sindrome metabolica, i disturbi del sonno, la sedentarietà, il consumo di sostanze — in particolare cannabis — e la deprivazione sociale.

“Distinguere queste due componenti è fondamentale nella pratica clinica: se il deficit primario richiede interventi strutturati come la riabilitazione cognitiva e un'ottimizzazione della terapia, quello secondario impone un lavoro sistematico di identificazione e riduzione dei fattori che lo determinano” spiega Vita.

L'approccio proposto sposta il focus della gestione clinica dal solo controllo sintomatologico a una valutazione sistematica multifattoriale. In termini operativi, questo si traduce nella revisione dei regimi terapeutici in funzione dell'impatto cognitivo, nel trattamento delle comorbidità metaboliche, nella promozione dell'attività fisica, nella gestione dei disturbi del sonno, nel contrasto all'uso di sostanze e nell'implementazione di programmi di inclusione sociale e lavorativa.

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui
nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra Newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
La gestione delle demenze sta entrando in una fase di trasformazione che richiede un adeguamento del sistema sanitario e sociale. Il tema al centro del Congresso Aip
Trial randomizzato su 520 adulti con depressione maggiore mostra che il sistema PETRUSHKA riduce le interruzioni del trattamento a 8 settimane e migliora sintomi a 24 settimane
Se fino ad ora il rischio era confermato principalmente per il diabete di tipo 2, ora un nuovo studio evidenzia la correlazione diabete-demenza anche per il diabete di tipo 1
A Padova AIP segnala dati su solitudine degli anziani e impatto su demenza e mortalità, evidenziando l’assenza di un piano nazionale

Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

I più letti della settimana
ANNUNCI
Altro | Veneto
Professionista con attivita' propria, valuta proposte di collaborazioni con altro studio avviato, per protesi, implantologia e chirurgia.Zone VR, MN, VI,...

EVENTI
Al via la 2° edizione Milan Longevity Summit, un laboratorio urbano per una vita più lunga e in salute
Edra S.p.A sarà media partner della seconda edizione del Milan Longevity Summit che si svolgerà a Milano dal 21 al...

AZIENDE
Eurosets presenta Landing Advance
Immagine in evidenza Eurosets presenta Landing Advance, un sistema completo e intuitivo che apre nuove frontiere nel campo del monitoraggio multiparametrico in cardiochirurgia...

Libreria
Il manuale è stato scritto per colmare una...
La radiologia senologica incarna un ramo dell'imaging di...
Negli ultimi anni, i progressi scientifici e clinici...
Questo manuale offre una panoramica aggiornata sul ruolo...
Questo testo vuole aiutare a comprendere la legge...
Corsi
Algoritmi di medicina di emergenza per le professioni sanitarie

Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...


L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...


Social media in medicina. Al via nuovo corso di formazione Fad

Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...


Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano

Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...