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Linee guida
16/03/2026

Screening cervicale, arrivano le prime linee guida europee. Ecco cosa cambia

EC-CvC e IARC pubblicano le prime raccomandazioni europee sullo screening cervicale. Test HPV primario, stop alla citologia, nuovi indicatori di qualità: le implicazioni cliniche

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Il Gruppo di lavoro di esperti dell'Iniziativa della Commissione europea sul cancro cervicale (EC-CvC) ha pubblicato le sue prime raccomandazioni per lo screening del cancro cervicale.

Nell'Unione Europea, il tumore del collo dell'utero rimane uno dei tumori più comuni tra le donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni, eppure è altamente prevenibile e curabile con strategie efficaci. Attraverso il Piano europeo per la lotta contro il cancro, l'UE si impegna a eliminare il tumore del collo dell'utero potenziando la vaccinazione contro l'HPV, rafforzando i programmi di screening e migliorando la qualità dell'assistenza in tutti gli Stati membri.

Nell'Unione Europea, il tumore del collo dell'utero rimane uno dei tumori più comuni tra le donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni, eppure è altamente prevenibile e curabile con strategie efficaci. Nell'UE si registrano ancora circa 33.000 nuovi casi di carcinoma cervicale e 15.000 decessi ogni anno, in un contesto in cui il tumore è tecnicamente prevenibile e trattabile e la causa nella quasi totalità dei casi è un'infezione da HPV ad alto rischio.

Le raccomandazioni EC-CvC fissano standard precisi. Il test HPV primario è l'unico metodo raccomandato per le donne asintomatiche tra i 30 e i 64 anni, con una raccomandazione condizionale per l'estensione a partire dai 25 anni. Lo screening prima dei 25 anni è esplicitamente sconsigliato. Dopo i 65, l'uscita dal programma è indicata salvo per le donne mai screenate o senza un test HPV negativo negli ultimi dieci anni. Citologia come test primario e co-testing sono entrambi esclusi: i programmi che li utilizzano ancora sono destinati a finire e nessun nuovo programma basato su questi metodi dovrebbe essere avviato.

Per affrontare questi temi, è stato creato il progetto EU4Health, EUCervScreen QA , implementato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) in collaborazione con il European Commission’s Joint Research Centre, al fine di migliorare gli esiti e la ricerca sul cancro cervicale. Il progetto vuole aggiornare le linee guida europee per la prevenzione del cancro cervicale, compresa la vaccinazione contro l'HPV, lo screening cervicale e il trattamento delle lesioni precancerose e sviluppare un sistema europeo di garanzia della qualità (QA) che copra l'intero percorso di cura, dalla prevenzione primaria a quella terziaria, fungendo da strumento per l'attuazione delle linee guida europee e per il miglioramento dell'assistenza oncologica.

Il progetto, avviato nel 2023 e tuttora in corso, ha già raggiunto 8 raccomandazioni riguardanti l'età di inizio e fine dello screening per il cancro cervicale e la tipologia di test, offrendo chiare spiegazioni sulle opzioni di cura per consentire agli operatori sanitari di compiere scelte informate, oltre a valutare la qualità delle evidenze e la forza della raccomandazione associata a ciascun intervento.

Inoltre, il progetto ha sviluppato indicatori di qualità per i programmi di screening basati sull'HPV, tra cui quelli relativi al triage basato sul rischio delle donne positive all'HPV, alle tecnologie di rilevamento dell'HPV (DNA, mRNA e altre), alle strategie di raccolta dei campioni (auto-prelievo vaginale, auto-prelievo urinario e prelievo effettuato da un operatore sanitario), agli intervalli di screening e allo screening nelle popolazioni vaccinate. Il progetto ha inoltre compiuto progressi nello sviluppo dei requisiti per il sistema di garanzia della qualità, a partire dai percorsi di trattamento e dai requisiti generali. Questo lavoro continuo garantisce che gli standard di qualità si evolvano di pari passo con le migliori pratiche cliniche in tutta l'UE.

Per i medici, queste raccomandazioni non sono solo un aggiornamento normativo, ma ridefiniscono concretamente il perimetro di lavoro. L’evoluzione del quadro generale, tra programmi di vaccinazione e invecchiamento della popolazione richiede strategie validate, che in molti casi i vari Paesi non hanno ancora uniformato, diviene quindi un dovere per chi vuole lavorare in linea con gli standard europei che si stanno definendo proprio adesso.

Matteo Vian

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