Le infezioni sessualmente trasmesse batteriche hanno raggiunto livelli record in Europa nel 2024, con un forte aumento di gonorrea e sifilide e un quasi raddoppio dei casi di sifilide congenita. È quanto emerge dagli ultimi Annual Epidemiological Reports pubblicati dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) il 21 maggio a Stoccolma.
Secondo i dati dell’agenzia europea, nel 2024 i casi notificati di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un incremento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577 notifiche. La clamidia resta l’infezione sessualmente trasmessa più frequentemente riportata, con 213.443 casi registrati. Continua inoltre la trasmissione del linfogranuloma venereo (Lgv), con 3.490 casi segnalati.
“Le infezioni sessualmente trasmesse sono in aumento da 10 anni e hanno raggiunto livelli record nel 2024”, ha dichiarato Bruno Ciancio, Head of Unit Directly Transmitted and Vaccine-Preventable Diseases dell’Ecdc. “Non trattate, queste infezioni possono causare complicanze severe, tra cui dolore cronico e infertilità e, nel caso della sifilide, problemi cardiaci o neurologici”.
L’Ecdc segnala in particolare il forte aumento della sifilide congenita, passata da 78 casi nel 2023 a 140 nel 2024 nei 14 Paesi che hanno fornito dati completi. Secondo l’agenzia, il fenomeno riflette criticità nei programmi di prevenzione e nello screening prenatale.
“I casi di sifilide congenita sono quasi raddoppiati tra il 2023 e il 2024”, ha aggiunto Ciancio. “Le infezioni trasmesse direttamente ai neonati possono determinare complicanze potenzialmente permanenti”.
L’analisi evidenzia differenze marcate tra gruppi di popolazione. Gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini restano il gruppo maggiormente colpito, con gli incrementi più consistenti di gonorrea e sifilide nel lungo periodo. Tra la popolazione eterosessuale, la sifilide è in crescita soprattutto tra le donne in età riproduttiva.
Secondo il report Ecdc sulla sifilide congenita, persistono lacune nello screening in gravidanza, nel follow-up, nei controlli ripetuti e nell’accesso al trattamento. L’agenzia segnala inoltre ostacoli all’accesso ai test: 13 dei 29 Paesi che hanno fornito dati applicano ancora costi diretti ai cittadini per i test di base sulle infezioni sessualmente trasmesse.
L’Ecdc sottolinea inoltre che molte strategie nazionali di prevenzione non tengono conto dei cambiamenti comportamentali osservati dopo la pandemia. Per questo invita i Paesi europei ad aggiornare le strategie nazionali sulle Ist, rafforzare la sorveglianza epidemiologica e migliorare l’accesso a prevenzione, diagnosi precoce e trattamento.
Nel documento viene richiamata anche la guidance pubblicata dall’Ecdc nel gennaio 2026 sull’uso della doxiciclina come profilassi post-esposizione (doxy-Pep). L’agenzia raccomanda una valutazione individuale nelle persone a più alto rischio di esposizione, ma non suggerisce un utilizzo esteso per la gonorrea a causa degli elevati livelli di antibiotico-resistenza e del rischio di ulteriore incremento delle resistenze.