Quasi un bambino su cinque tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso in Italia. A dirlo sono gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità, che tracciano un quadro allarmante: il 10% dei bambini nella stessa fascia d'età risulta obeso, con una concentrazione più elevata nel Mezzogiorno e nelle famiglie in condizioni socio-economiche più svantaggiate. Numeri che confermano l'obesità infantile tra le principali emergenze di salute pubblica in età evolutiva.
La fotografia arriva in una data simbolica: oggi si celebra la Giornata Mondiale contro l'Obesità, occasione scelta dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) per tornare a battere il pugno sul tavolo della prevenzione. I Pediatri di Famiglia chiedono maggiore attenzione all'intervento precoce e continuativo, sottolineando come agire nei primissimi anni di vita sia ancora la strategia più efficace per proteggere la salute futura dei più piccoli.
A farsi portavoce dell'appello è Antonio D'Avino, Presidente nazionale FIMP: "Il riconoscimento dell'obesità come patologia cronica segna un cambio di paradigma: parliamo di una condizione clinica che va prevenuta e intercettata precocemente già in età pediatrica. Il Pediatra di Famiglia svolge un ruolo determinante: monitora la crescita con continuità, individua tempestivamente i segnali di rischio e accompagna le famiglie nella costruzione di corretti stili di vita. La prevenzione nei primi anni di vita è la leva più efficace per tutelare la salute futura dei bambini".
Un messaggio che rilancia il ruolo centrale del pediatra non solo come figura clinica, ma come punto di riferimento stabile per le famiglie nel percorso di crescita dei figli.