Nel 2050 i nuovi casi globali di tumore al seno nelle donne raggiungeranno 3,56 milioni, rispetto ai 2,30 milioni stimati nel 2023, mentre i decessi saliranno da 764.000 a 1,37 milioni. È quanto emerge dall’analisi del Global Burden of Disease Study 2023 pubblicata su The Lancet Oncology.
Nel 2023 il tumore al seno ha causato 24,1 milioni di anni di vita corretti per disabilità (DALYs). I nuovi casi stimati sono stati 2,30 milioni e i decessi 764.000. L’analisi ha valutato incidenza, mortalità, prevalenza, anni di vita persi e anni vissuti con disabilità in 204 Paesi e territori dal 1990 al 2023, con proiezioni fino al 2050.
I tassi di incidenza standardizzati per età restano più elevati nei Paesi ad alto reddito, ma la crescita è più marcata nei Paesi a basso reddito, dove dal 1990 l’incidenza è aumentata del 147,2%. Nello stesso periodo la mortalità standardizzata è diminuita del 29,9% nei Paesi ad alto reddito, mentre è aumentata del 99,3% nei Paesi a basso reddito.
Secondo gli autori, la stabilità dell’incidenza e la riduzione della mortalità nei contesti ad alto reddito riflettono l’impatto di screening, diagnosi precoce e trattamenti oncologici. In altre aree, la crescita concomitante di incidenza e mortalità segnala criticità nell’accesso alle cure.
Nel 2023 il 28,3% dei DALYs per tumore al seno è risultato attribuibile a fattori di rischio modificabili, tra cui dieta, uso di tabacco e glicemia elevata. Tra il 1990 e il 2023 si è osservata una riduzione del peso attribuibile ad alcol e tabacco, mentre altri fattori non hanno mostrato lo stesso andamento.
Le proiezioni indicano che, senza interventi efficaci, molti Paesi potrebbero non raggiungere l’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità di ridurre del 2,5% annuo la mortalità standardizzata entro il 2040.
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