Nel Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030 viene riconosciuta la centralità dei disturbi del neurosviluppo e della continuità di cura tra infanzia, adolescenza ed età adulta. È la valutazione espressa dalla Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), dopo l’approvazione del documento da parte della Conferenza Unificata il 29 dicembre 2025.
«È un segnale importante – dichiara Elisa Fazzi, presidente Sinpia – che finalmente nel Piano venga riconosciuta la centralità del neurosviluppo e venga ribadita la necessità di investire sulla diagnosi precoce dei disturbi del neurosviluppo, che negli ultimi dieci anni sono aumentati in maniera significativa, con un’importante accelerazione in epoca post pandemica».
Secondo Sinpia, l’identificazione precoce dei segnali di rischio e l’intervento tempestivo possono contribuire a modificare le traiettorie evolutive e a ridurre il rischio di disturbi psichiatrici più complessi in età adulta. La società scientifica richiama inoltre l’obiettivo, indicato nel Piano, di una piena applicazione in tutte le Regioni delle Linee di indirizzo sui disturbi neuropsichiatrici in infanzia e adolescenza del 2019.
Un ulteriore nodo riguarda la fase di transizione tra adolescenza ed età adulta. Il Piano sottolinea la necessità di garantire continuità di cura e presa in carico, soprattutto per gli adolescenti con quadri psicopatologici complessi, attraverso il coordinamento tra servizi e il coinvolgimento di utenti e famiglie.
«Ora però – sottolinea Stefania Millepiedi, vicepresidente Sinpia – è essenziale che ai principi e agli obiettivi del Piano seguano azioni concrete, capaci di incidere realmente sulla qualità e sull’equità dell’assistenza», evidenziando come i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza restino ancora disomogenei sul territorio nazionale.