I farmaci dimagranti appartenenti alla classe degli agonisti del GLP-1, oggi largamente utilizzati, sembrano avere un impatto nullo o molto limitato sul rischio di sviluppare tumori associati all’obesità. Lo suggerisce una vasta analisi pubblicata su Annals of Internal Medicine e riportata da Reuters, che sottolinea però la necessità di studi con un follow-up più lungo per confermare i risultati.
I ricercatori hanno esaminato i dati di 48 studi clinici, per un totale di 94.245 partecipanti con diabete di tipo 2 o sovrappeso/obesità, trattati con farmaci GLP-1 oppure con placebo.
Secondo i risultati, i farmaci probabilmente non hanno modificato in modo significativo il rischio di sviluppare tumori a carico dell’apparato digerente, degli organi riproduttivi femminili, della tiroide, del fegato, dei reni, del sangue o del cervello.
Ventuno studi riguardavano il semaglutide, dieci il liraglutide, otto il tirzepatide. Gli altri farmaci testati includevano lixisenatide, dulaglutide ed exenatide.
Gli autori precisano che la maggior parte degli studi non era progettata per valutare il rischio oncologico e che, per alcuni tumori, le evidenze attuali sono ancora poco solide. Saranno necessari studi più lunghi, con endpoint specificamente oncologici, per chiarire eventuali effetti protettivi o rischi.
https://www.acpjournals.org/doi/10.7326/ANNALS-25-02237
Cristoforo Zervos