Un recente studio ha valutato il rischio collegato alla riduzione moderata o grave della densità ossea minerale (BMD) in soggetti sopravvissuti a cancro infantile per identificarne le conseguenze a lungo termine sociali, funzionali e sulla qualità della vita (QoL).
Negli adulti sopravvissuti a un cancro in età pediatrica vi sono pochi dati riguardanti i valori ridotti di BMD nel tempo e le relative conseguenze, non solo fratturative.
Un nuovo studio ha seguito 3919 adulti (età mediana 32 anni) sopravvissuti a cancro infantile, diagnosticato tra il 1962 e il 2012, e vivi dopo almeno 5 anni dalla diagnosi, valutandone la BMD mediante tomografia computerizzata quantitativa (QCT) della regione lombare. I partecipanti sono stati sottoposti a valutazioni periodiche della BMD a partire da circa 5 anni dalla diagnosi, con successivi follow-up ogni 3–5 anni. Gli autori hanno utilizzato modelli di regressione logistica multi-variata per stimare gli odds ratio (OR) e le frazioni attribuibili (AF) dei vari fattori di rischio, inclusi gli effetti diretti dei trattamenti oncologici, le comorbilità (ad esempio, ipogonadismo e carenza di GH) e le abitudini di vita.
I risultati mostrano come l’esposizione ad almeno 30 G/anno di radioterapia cranica era fortemente associata a deficit severi (OR 5.22, AF 33%) e l’irradiamento gonadico e alte dosi di glucocorticoidi hanno incrementato il rischio di riduzione della BMD.
Fumo e sedentarietà hanno contribuito significativamente, anche se in misura minore, al rischio di deficit ossei mentre ipogonadismo e carenza di GH hanno rappresentato fattori importanti, con AF intorno al 25–26% per i deficit severi.
Questi dati mostrano come, a lungo termine, i sopravvissuti con deficit di BMD hanno mostrato minore indipendenza sociale e funzionale (erano meno propensi a vivere da soli e ad avere un lavoro, e più inclini a richiedere assistenza personale). Inoltre, riportavano sintomi depressivi e QoL significativamente ridotta in vari ambiti (dolore, funzionalità fisica, salute generale).
Sebbene le esposizioni terapeutiche dipendenti dal trattamento del cancro infantile siano un fattore determinante per la riduzione della BMD, esistono anche fattori modificabili, come fumo, inattività fisica, ipogonadismo e carenza di GH, che potrebbero costituire bersaglio di interventi preventivi e terapeutici.
Gli autori suggeriscono come sia quindi fondamentale monitorare la BMD nei sopravvissuti al cancro infantile e che gli interventi sia farmacologici (ad esempio, uso di bisfosfonati o denosumab) che comportamentali potrebbero contribuire a migliorare la salute ossea in questo gruppo di pazienti a rischio.
Lo studio è robusto e fornisce informazioni preziose sul declino della BMD nei sopravvissuti al cancro infantile. Riporta una panoramica completa dei rischi e delle conseguenze dei deficit della BMD, sottolineando l’importanza di strategie di prevenzione e intervento che potrebbero affrontare sia i fattori non modificabili (come gli effetti dei trattamenti oncologici) sia quelli modificabili (stili di vita e comorbilità).
Questi aspetti a lungo termine devono essere presi in considerazione dalle equipe multi-disciplinari che si occupano della gestione dei tumori dell’infanzia, per sviluppare strategie di intervento più mirate e personalizzate, migliorando la gestione della salute ossea nei sopravvissuti al cancro infantile. I pazienti sottoposti a irradiazione cranica, testicolare e pelvica e a terapia steroidea cronica per il cancro pediatrico necessitano di un appropriato follow-up endocrinologico anche in età adulta e un momento critico è rappresentato proprio dalla transizione dall’assistenza sanitaria pediatrica alle cure primarie dell’adulto.
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