Nonostante l’ampia prevalenza dell’osteoporosi e delle fratture ad essa conseguenti, con l’enorme aumento di morbilità, mortalità, disabilità, costi sanitari, e l’ampia disponibilità di farmaci efficaci per contrastarne gli effetti, il tasso di trattamento, già basso, sta ulteriormente diminuendo per il timore di rari effetti collaterali associati al loro utilizzo.
Una recente revisione sistematica offre un esame completo delle fratture atipiche che si verificano in siti scheletrici diversi dal femore in pazienti sottoposti a terapia anti-riassorbitiva a lungo termine. Analizzando 66 studi, che comprendono 151 fratture in 114 individui, gli autori evidenziano che tali fratture, sebbene rare, colpiscono prevalentemente ulna, tibia e metatarsi. Lo studio impiega una strategia di ricerca strutturata su più database, con estrazione indipendente dei dati da parte di due revisori, aumentando l'affidabilità dei risultati.
Queste fratture presentano comunemente caratteristiche simili alle fratture femorali atipiche (AFF), tra cui orientamento trasversale, insorgenza a seguito di traumi minimi, assenza di comminuzione e ispessimento corticale.
Questa è la prima revisione sistematica che raccoglie ed analizza le fratture atipiche in siti non femorali, fornendo preziose informazioni su un'area precedentemente inesplorata.
Questa revisione sistematica contribuisce in modo significativo alla comprensione delle fratture atipiche associate alla terapia anti-riassorbitiva, evidenziando la necessità di una maggiore consapevolezza clinica e di potenziali revisioni degli attuali quadri diagnostici. Sebbene la rarità di questi eventi non debba scoraggiare l'uso di agenti anti-riassorbitivi nella gestione dell'osteoporosi, la valutazione e il monitoraggio personalizzati del paziente rimangono cruciali.
I risultati suggeriscono che i medici dovrebbero mantenere un elevato tasso di attenzione per fratture atipiche in vari siti scheletrici nei pazienti sottoposti a terapia anti-riassorbitiva prolungata, soprattutto quando si tratti di fratture da trauma minimo con caratteristiche radiografiche specifiche. Lo studio sollecita, inoltre, una rivalutazione degli attuali criteri diagnostici, sostenendo un'estensione della definizione di AFF data dall'American Society for Bone and Mineral Research per includere i siti non femorali.
BIBLIOGRAFIA: Collins L, Ronan A, Hutcheon E, et al. Atypical fractures at non-classical sites associated with anti-resorptive therapy: a systematic review. J Bone Miner Res 2024, 39: 1722-34.