Dalla stagione vaccinale 2025-2026, accanto all’anticorpo monoclonale per i neonati, sarà disponibile anche in Italia il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) destinato alle donne in gravidanza. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci durante il Question Time alla Camera.
«Il 17 ottobre 2024 abbiamo sottoscritto l’intesa per l’immunizzazione universale dei neonati contro l’Rsv, con uno stanziamento di 50 milioni di euro dal Fondo sanitario nazionale. Ora puntiamo a rafforzare la protezione aggiungendo il vaccino per le gestanti», ha dichiarato il ministro, parlando di una «doppia protezione: madre e bambino».
Il Dipartimento della prevenzione è già al lavoro per l’aggiornamento del Calendario nazionale vaccinale, come previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. «Non improvvisiamo sulla salute pubblica, ma agiamo in modo pianificato per garantire un accesso tempestivo e capillare alla vaccinazione, non solo per neonati e donne incinte, ma anche per gli adulti», ha aggiunto Schillaci.
Due regioni, Sicilia e Molise, hanno già avviato autonomamente la somministrazione del vaccino materno, un segnale di efficacia della collaborazione tra amministrazione centrale e territoriale.
I primi dati sull’impatto dell’immunizzazione sono incoraggianti. «Dal Veneto registriamo una riduzione del 74% dei ricoveri pediatrici correlati all’Rsv, con un calo dei casi gravi: i trasferimenti in terapia intensiva sono passati dal 16% al 10%», ha sottolineato il ministro.
L’Rsv continua a rappresentare una minaccia significativa per le fasce più fragili. In Italia si stimano 290.000 casi l’anno tra gli over 60, con 26.000 ricoveri e circa 1.800 decessi. Nei bambini sotto i cinque anni si registrano 25.000 ricoveri annuali, quasi la metà di tutte le ospedalizzazioni respiratorie in quella fascia d’età.
«Abbiamo gli strumenti per contrastare questo virus, e li useremo tutti. Proteggere i più fragili non è solo un dovere istituzionale, è un imperativo morale», ha concluso Schillaci.