Ogni ora in Europa l’alcol provoca oltre 80 morti, per un totale di circa 800.000 decessi l’anno. È la regione con il più alto consumo di alcol al mondo, con gravi conseguenze: riduzione dell’aspettativa di vita, oltre 200 malattie croniche, disabilità, incidenti, disturbi mentali e impatti sociali come criminalità e violenza.
Per affrontare questa emergenza sanitaria, è stata lanciata ad Amsterdam, durante il Congresso 2025 della European Association for the Study of the Liver (EASL), la European Health Alliance on Alcohol. La nuova coalizione riunisce organizzazioni sanitarie e professionisti per spingere i governi ad adottare politiche efficaci e basate su prove scientifiche.
Secondo Aleksander Krag, segretario generale di Easl, l’alcol è legato a più di 200 patologie, tra cui la cirrosi epatica e il cancro, ed è responsabile di oltre 70.000 morti per tumore ogni anno in Europa. Alba Gil, dell’Associazione europea delle leghe contro il cancro, sottolinea che non esiste un livello sicuro di consumo: anche chi beve moderatamente rischia malattie come il tumore al seno.
L’Alleanza si propone anche di proteggere bambini e adolescenti, particolarmente vulnerabili: l’alcol è responsabile di un quarto delle morti tra i giovani tra 19 e 24 anni. Tra gli obiettivi, limitare la pubblicità, aumentare i prezzi, ridurre l’accessibilità e rafforzare le leggi per evitare che i più giovani vengano esposti al marketing aggressivo delle bevande alcoliche.
L’efficacia di queste misure è confermata da esperienze come quella della Lituania, dove tra il 2016 e il 2019 politiche restrittive hanno ridotto drasticamente il consumo e salvato migliaia di vite.
L’Alleanza intende rafforzare il ruolo dei professionisti sanitari, promuovendo lo screening e l’intervento precoce nei casi di uso rischioso. Secondo Frank Murray, membro del Comitato salute pubblica dell’EASL, la lotta ai danni da alcol richiede politiche pubbliche forti e indipendenti dall’influenza dell’industria alcolica.
La nuova coalizione punta a far sentire la voce della comunità medica nei processi decisionali a livello locale, nazionale ed europeo, per ridurre concretamente i danni provocati dall’alcol.