La fragilità e il suo peggioramento nel tempo sono associati a un aumento significativo del rischio di sviluppare infezioni respiratorie. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases che ha analizzato i dati di 423.691 partecipanti della UK Biobank seguiti per una media di quasi 14 anni.
L'analisi ha valutato il rapporto tra fragilità e infezioni respiratorie, includendo influenza, polmonite e altre infezioni acute delle basse vie respiratorie. I ricercatori hanno classificato i partecipanti come non fragili, pre-fragili o fragili utilizzando due differenti strumenti di valutazione e hanno successivamente monitorato l'insorgenza delle infezioni attraverso i registri sanitari nazionali britannici.
Durante il follow-up sono stati registrati 44.108 casi di infezioni respiratorie. Rispetto ai soggetti non fragili, il rischio è risultato superiore del 32% nei soggetti pre-fragili e più che raddoppiato nei soggetti fragili secondo la valutazione fisica della fragilità. Utilizzando l'indice di fragilità, l'aumento del rischio è risultato ancora più marcato, con incrementi del 50% nei pre-fragili e del 129% nei fragili.
Lo studio ha inoltre analizzato l'evoluzione della fragilità nel tempo in un sottogruppo di 16.848 partecipanti sottoposti a valutazioni ripetute. I risultati mostrano che il mantenimento o il peggioramento dello stato di fragilità si associano a un ulteriore incremento del rischio di infezioni respiratorie. In particolare, nei soggetti che hanno mantenuto una condizione di fragilità il rischio è risultato da due a oltre quattro volte superiore rispetto a chi è rimasto non fragile.
Gli autori segnalano inoltre che ogni incremento annuale di 0,1 punti nell'indice di fragilità è associato a un aumento del 47% del rischio di infezioni respiratorie, mentre ogni incremento di un punto nella scala di fragilità fisica determina un aumento del rischio del 26%.
L'associazione è risultata particolarmente evidente negli over 65 e nelle donne. Secondo i ricercatori, la fragilità dovrebbe essere considerata un fattore di rischio dinamico e modificabile, utile per identificare le persone maggiormente vulnerabili alle infezioni respiratorie.
Gli autori sottolineano che i risultati rafforzano il ruolo dello screening della fragilità nelle strategie di prevenzione e supportano l'adozione di interventi mirati nei soggetti ad alto rischio, comprese le campagne vaccinali, il supporto nutrizionale e i programmi di riabilitazione.
Fonte: Yang J. et al., "Association of Frailty and Frailty Trajectory with Risk for Respiratory Infectious Diseases", Emerging Infectious Diseases, giugno 2026.