La Commissione Europea (CE) ha approvato Pirtobrutinib, inibitore non-covalente (reversibile) della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), per il trattamento dei pazienti adulti con leucemia linfatica cronica (CLL) recidivante o refrattaria precedentemente trattati con un inibitore di BTK.
La leucemia linfatica cronica (CLL) è un disordine linfoproliferativo cronico che si sviluppa da un particolare tipo di globuli bianchi noti come linfociti. È il tipo più comune di leucemia negli adulti ed ha un’incidenza in Europa di circa 4,92 casi su 100.000 persone all’anno.
Pirtobrutinib è caratterizzato da un meccanismo d’azione innovativo ed è infatti il primo e unico inibitore di BTK reversibile (non covalente) approvato. Pirtobrutinib (precedentemente noto come LOXO-305) è un inibitore altamente selettivo (300 volte più selettivo per BTK rispetto al 98% delle altre chinasi testate negli studi preclinici), non covalente (reversibile) dell’enzima BTK. BTK è un bersaglio molecolare consolidato che si trova in numerose leucemie e linfomi a cellule B, tra cui il MCL e la CLL. Pirtobrutinib è un farmaco orale approvato dall’EMA, in compresse da 100 mg da assumere una volta al giorno alla dose di 200 mg, con o senza cibo, fino alla progressione della malattia o a tossicità inaccettabile.
Pirtobrutinib ha ottenuto precedentemente l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dalla Commissione Europea per il trattamento dei pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivante o refrattario già trattati con un inibitore di BTK. Pirtobrutinib è approvato in altri Paesi e sono state presentate richieste per ulteriori indicazioni in tutto il mondo.
Pirtobrutinib, già approvato per il trattamento del Linfoma Mantellare (MCL), rappresenta per i pazienti con CLL recidivante o refrattaria, un’opzione terapeutica in grado di controllare la malattia.
L’approvazione della Commissione Europea è supportata dai dati dello studio clinico BRUIN CLL-321, il primo studio randomizzato di Fase 3 nella CLL condotto esclusivamente in pazienti precedentemente trattati con un inibitore di BTK. L’endpoint primario dello studio, la sopravvivenza libera da progressione (PFS), è stato soddisfatto al momento predefinito dell’analisi in base alla valutazione del comitato di revisione indipendente.
“La leucemia linfatica cronica è la forma più comune di leucemia negli adulti. Nel 2024, in Italia, sono stati stimati circa 2.750 nuovi casi. – afferma Paolo Ghia, Direttore Programma di Ricerca Strategica sulla Leucemia Linfatica Cronica all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele - L’approvazione europea rappresenta un passo cruciale nell’estensione delle opzioni terapeutiche dei pazienti”.
“I pazienti sono, nella maggior parte dei casi, anziani, spesso con comorbidità determinate anche dall’età avanzata – spiega Alessandra Tedeschi, Specialista Ematologo della Struttura complessa di Ematologia, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano - Questi pazienti presentano una malattia ad andamento cronico che, dopo il trattamento di prima linea, può andare incontro a recidiva. Pertanto è di fondamentale utilità avere a disposizione terapie di salvataggio. Da qui l’importanza dell’approvazione europea di Pirtobrutinib. Ci auguriamo che sia reso disponibile dall’agenzia regolatoria quanto prima anche in Italia”.
“Lilly è impegnata a promuovere rapidamente lo sviluppo di Pirtobrutinib - sostiene Elias Khalil, General Manager Lilly Italy Hub - Questa nuova indicazione offre un’opzione terapeutica innovativa agli adulti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria in progressione con un inibitore di BTK covalente, affrontando una fondamentale esigenza non soddisfatta in questo setting”.