Le parole della ministra per le Pari Opportunità e la famiglia, Eugenia Roccella, secondo cui "anche i medici e chi è un pubblico ufficiale è tenuto a segnalare i casi di sospetta violazione della legge" sulla maternità surrogata "alla Procura, e poi si vedrà" rappresentano un attacco ai medici che non si vedeva da anni. Ad affermarlo è il sindacato dei medici dirigenti del Ssn, l'Anaao-Assomed
''Chiedere ai medici di diventare latori di scelte che appartengono alla sfera personale è contro ogni forma di etica e morale. Peraltro noi medici abbiamo giurato di attenerci ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell'autonomia della persona". Così il segretario nazionale dell'Anaao Pierino Di Silverio, sulla parole della ministra Roccella.
Anche per il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) Vito Trojano "non può essere il medico a indicare una problematica del genere tenendo presente l'obbligo di riservatezza previsto dal Codice Penale". Lo ha detto intervenendo a Porta a Porta sulla polemica tra il ministro delle Pari opportunità e della famiglia, Eugenia Roccella e i medici. "Ciascuna paziente - ha ricordato Trojano - firma il consenso informato, su cui c'è una riservatezza riguardo ai dati e le informazioni contenute, molte volte anche con il marito, i figli ed i parenti. Nell'ambito della riservatezza, non può essere il medico a indicare una problematica del genere". "Dovremmo chiedere a una donna come l'ha concepito, se l'altro è il partner sussidiario o ufficiale? Non e' questo il ruolo del medico", ha concluso il presidente della Sigo. "La nostra etica, la nostra deontologia ci pone di fronte a una posizione di assistenza, di proseguire cure e di essere vicino alla donna per aprire nella maniera migliore possibile un procedimento di comunicazione che è fondamentale nel rapporto medico-paziente".