Pediatria

feb132012

Bimbi italiani, mediamente sani ma con divario Nord Sud

Forse un po' sovrappeso, ma tendenzialmente sani. È tutto sommato positivo il bilancio sulla salute dei bambini italiani emerso dalle pagine del primo Libro bianco 2011, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni Italiane in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip) e presentato a Roma alla fine gennaio. A garantire la buona salute dei bambini, si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Sip «una rete di protezione familiare che è una tipica tradizione “made in Italy” e che spesso supplisce alle reti di servizi sociali ancora carenti e disomogenee lungo lo Stivale». Infatti, se la salute dei bambini italiani viene promossa dalla ricerca, a preoccupare resta la profonda disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni: «Essere bambino nel Sud dell'Italia» sintetizza Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di igiene della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma «non è per esempio egualmente facile che esserlo nel Nord». Con un conseguente calo di natalità e ricambio generazionale. Dal 1871 al 2009 la natalità sarebbe quasi dimezzata (-74,25%) e attualmente si assesta al 9,5%, cioè nascono 9,5 bambini ogni 1000 abitanti, contro il 12,8% della Francia o il 10,8% della Spagna. E se per ora le famiglie italiane possono far riferimento a una fitta rete di pediatri sul territorio (il numero di pediatri di libera scelta a livello nazionale nel periodo 2001-2008 è aumentato del 6,3%, passando da 7.199 a 7.649), il Libro bianco evidenzia anche il rischio che, già a partire dal 2015, i pediatri potrebbero diminuire drasticamente: molti andranno in pensione e l’accesso alle scuole di specializzazione prevede il numero chiuso. «La Sip si è gia mossa per sanare questa situazione» rassicura Domenico Minasi, membro del direttivo Sip e autore della ricerca «Vogliamo aumentare il numero delle borse di studio per le scuole di specializzazione in Pediatria e stiamo mettendo a punto una riorganizzazione delle cure pediatriche – sia territoriali, sia ospedaliere – in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità che contiamo possa essere messa a punto nel breve periodo».


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