Negli Stati Uniti aumentano i casi di emorragia da carenza di vitamina K nei neonati, mentre cresce la quota di famiglie che rinuncia alla profilassi alla nascita. Due studi pubblicati il 5 novembre su JAMA e JAMA Pediatrics documentano un incremento degli episodi emorragici e una riduzione della somministrazione della vitamina K. Secondo quanto riportato da Reuters, le ricerche evidenziano un'associazione tra i due fenomeni, senza dimostrare un rapporto causale.
Lo studio pubblicato su JAMA Pediatrics, condotto da ricercatori della Virginia Commonwealth University, ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 11 milioni di bambini fino a sei mesi di età tra il 2017 e il 2025. Nel periodo considerato, la percentuale di neonati che hanno ricevuto la profilassi è scesa dal 97,7% al 95%. Parallelamente, il tasso di emorragie da carenza di vitamina K è aumentato del 347,1%. Complessivamente sono stati registrati 5.217 eventi emorragici.
Secondo Steven Woolf, epidemiologo della Virginia Commonwealth University, il tasso osservato nel 2025 è stato circa il doppio rispetto al 2024. I ricercatori segnalano che l'incremento coincide con una crescente diffidenza verso le vaccinazioni e altri interventi preventivi neonatali.
Il secondo studio, pubblicato su JAMA e coordinato da Kristan Scott del Children's Hospital of Philadelphia, ha esaminato i dati di oltre 5,2 milioni di neonati statunitensi nati tra il 2017 e il 2025. La quota di bambini che non hanno ricevuto la vitamina K è passata dal 3,1% al 6,8%, rispetto al 5,1% registrato alla fine del 2024.
Nei bambini senza profilassi, il rischio di emorragia nei primi sei mesi di vita è risultato superiore del 47% rispetto ai neonati che avevano ricevuto l'iniezione. È emerso inoltre un rischio più che doppio di emorragia intracranica e di decesso associato a una diagnosi emorragica durante il ricovero successivo alla nascita. Secondo le stime degli autori, ogni 114 neonati che non ricevono la profilassi si verifica un evento emorragico aggiuntivo.
Un'ulteriore analisi condotta per Reuters dalla società Truveta su oltre un milione di nascite indica che i rifiuti della vitamina K sono aumentati di oltre il 57% tra gennaio e giugno 2026.
La somministrazione di vitamina K alla nascita costituisce uno standard assistenziale negli Stati Uniti dal 1961. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) continuano a raccomandarla, ma non raccolgono sistematicamente dati nazionali sui rifiuti della profilassi e sugli eventi emorragici correlati.
Elizabeth Wolf, pediatra del Children's Hospital of Richmond e responsabile dello studio della Virginia Commonwealth University, ha richiamato la necessità di una comunicazione chiara da parte delle autorità sanitarie sull'importanza della profilassi neonatale.
Secondo Reuters, i risultati si inseriscono nel dibattito statunitense sulla crescente sfiducia nei confronti dei professionisti sanitari e degli interventi preventivi. Gli autori sottolineano tuttavia che gli studi osservazionali non consentono di attribuire direttamente l'aumento complessivo delle emorragie alla crescita dei rifiuti.