In Italia si stima che vengano eseguite circa 10mila endoscopie pediatriche ogni anno, ma le modalità di refertazione possono cambiare da un ospedale all’altro. Una differenza che rende più difficile confrontare gli esami nel tempo, soprattutto per i bambini con malattie gastrointestinali croniche che devono sottoporsi a controlli ripetuti. Per rispondere a questa esigenza, la Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP) ha elaborato PREFERENDO, il primo consenso nazionale che definisce raccomandazioni condivise per documentare le procedure endoscopiche in età pediatrica. I risultati sono stati pubblicati in due articoli sulla rivista Digestive and Liver Disease. Il consenso comprende 74 raccomandazioni, approvate da un gruppo di 34 esperti italiani, per stabilire quali informazioni inserire nei referti e come descrivere quanto osservato durante gli esami.
In assenza di un registro nazionale, la stima di circa 10mila procedure annue si basa sui dati disponibili. Una precedente indagine SIGENP condotta in 44 centri aveva rilevato una mediana di 200 esami all’anno per struttura, con volumi superiori a mille procedure nei centri più attivi. La mancanza di dati omogenei rafforza la necessità di criteri condivisi, utili anche per sviluppare in futuro indicatori comuni di qualità. Prima di PREFERENDO erano già disponibili raccomandazioni internazionali sulla qualità dell’endoscopia pediatrica, ma alcuni aspetti della refertazione restavano poco sistematizzati, in particolare l’impiego di classificazioni validate, la descrizione delle lesioni e la documentazione delle procedure più complesse.
Il progetto ha seguito il metodo Delphi: gli esperti hanno valutato 81 proposte, approvandone 74. Il primo articolo definisce gli standard minimi e gli elementi essenziali di ogni referto; il secondo approfondisce gli aspetti specialistici relativi all’endoscopia digestiva superiore, alla videocapsula e all’enteroscopia con dispositivi dedicati. Tra gli elementi considerati figurano la descrizione delle lesioni, la qualità della preparazione intestinale, la completezza dell’esame, l’utilizzo di classificazioni validate e la documentazione fotografica, oltre agli aspetti tecnici delle procedure avanzate. "Abbiamo voluto definire una base condivisa di qualità, adattabile alla pratica clinica, capace di migliorare la comunicazione tra professionisti e centri diversi", spiega Andrea Chiaro, pediatra gastroenterologo dell’IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova e coordinatore del progetto. "Standardizzare il modo in cui documentiamo un’endoscopia significa rendere più semplice seguire nel tempo il percorso di un bambino, confrontare esami eseguiti in momenti o strutture differenti e sviluppare in futuro indicatori di qualità condivisi".
"Dobbiamo parlare tutti la stessa lingua per garantire ai bambini una presa in carico efficace", sottolinea Sara Renzo, referente dell’Area Endoscopia e Indagini Diagnostiche della SIGENP. L’armonizzazione della refertazione, aggiunge, può favorire la continuità assistenziale anche quando il percorso coinvolge professionisti diversi e più discipline. Per Antonella Diamanti, presidente SIGENP, PREFERENDO è il risultato del lavoro congiunto di specialisti di diversi centri italiani. "Dare ai gastroenterologi pediatri un linguaggio comune significa offrire ai bambini e alle loro famiglie una presa in carico più continua e più sicura, in qualunque centro vengano seguiti". La società scientifica lavorerà ora per favorire l’adozione delle raccomandazioni, sviluppare modelli strutturati di refertazione e promuovere attività formative. Sono inoltre previsti studi multicentrici per valutare l’impatto del consenso sulla qualità e sulla completezza dei referti.