L’anafilassi è una reazione sistemica potenzialmente letale che richiede un riconoscimento immediato e un trattamento tempestivo, con l’adrenalina che rappresenta la terapia di prima scelta. In Francia, uno studio pubblicato nel 2024 ha stimato un’incidenza complessiva di 1,34 casi ogni 100.000 persone all’anno, con un tasso di ricovero per le forme più gravi pari a 0,08 ogni 100.000 abitanti. A livello globale, nella popolazione pediatrica, l’incidenza varia da 1 a 761 episodi ogni 100.000 persone all’anno, con la maggior parte dei casi che si manifesta prima dei sei anni di età e che è influenzata dalla presenza di malattie atopiche concomitanti.
Nei bambini i principali fattori scatenanti sono gli alimenti, in particolare latte, uova e frutta a guscio, mentre negli adulti risultano più frequenti le reazioni indotte da farmaci e punture di insetti. Tra i fattori associati a un maggiore rischio di reazioni severe figurano le malattie respiratorie, compresa l’asma, e la mastocitosi. La diagnosi è essenzialmente clinica e non esiste un singolo segno o sintomo specifico della patologia, sebbene il dosaggio della triptasi sierica nella fase acuta possa offrire un utile supporto diagnostico.
Le manifestazioni cliniche possono variare in base al fattore scatenante, ma la cute rappresenta l’organo più frequentemente coinvolto. Nella maggior parte dei casi la reazione compare entro 30 minuti dall’esposizione, anche se alcuni allergeni possono determinare una latenza fino a quattro ore. È inoltre possibile l’insorgenza di una forma bifasica, caratterizzata dalla ricomparsa dei sintomi dopo un iniziale miglioramento.
Per consentire un trattamento immediato fuori dall’ambiente ospedaliero, ai soggetti a rischio vengono prescritti autoiniettori di adrenalina, dispositivi in grado di arrestare e invertire la reazione anafilattica in modo che nessun’altra terapia è in grado di garantire. In Italia questi dispositivi sono disponibili e forniti attraverso il Servizio sanitario nazionale. Gli autoiniettori sono commercializzati in dosaggi da 150, 300 e 500 microgrammi, ma la disponibilità della formulazione da 500 microgrammi rimane limitata in molti Paesi, generando disuguaglianze di accesso sia a livello nazionale che internazionale. L’Agenzia europea per i medicinali raccomanda che tutti i pazienti a rischio di anafilassi dispongano sempre di due autoiniettori e li portino con sé in ogni momento.
Tuttavia, una nuova analisi condotta dalla Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) e dall’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO) evidenzia una situazione molto eterogenea nel nostro Paese. Lo studio, realizzato tra giugno e settembre 2024 attraverso la raccolta di dati dai referenti regionali delle due società scientifiche, rappresenta la prima valutazione nazionale sulla disponibilità e sul rimborso degli autoiniettori di adrenalina nelle popolazioni pediatrica e adulta.
I risultati mostrano marcate differenze regionali, attribuite principalmente all’assenza di regolamenti aggiornati e uniformi per la fornitura e il rimborso dei dispositivi. In molte regioni le farmacie distribuiscono infatti il prodotto disponibile al momento, seguendo normative spesso differenti tra loro. Per i bambini, la maggior parte delle regioni garantisce il rimborso di due autoiniettori all’anno, ma fanno eccezione la Sardegna e la Provincia autonoma di Bolzano, dove ne viene rimborsato soltanto uno. In Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta il secondo dispositivo è invece previsto solo in circostanze particolari.
Le differenze risultano ancora più evidenti nella popolazione adulta. Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Veneto rimborsano due autoiniettori all’anno, mentre Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano ne coprono uno solo. In Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Provincia autonoma di Trento, Umbria e Valle d’Aosta il rimborso di due dispositivi è riservato a condizioni specifiche, come mastocitosi sistemica, anafilassi bifasica, episodi quasi fatali, forme particolarmente gravi, obesità severa o residenza in aree remote.
Gli autori riconoscono alcuni limiti dell’analisi, tra cui la variabilità interna alle stesse regioni, l’affidamento alle informazioni fornite dai referenti locali, l’assenza in alcuni territori di regolamenti regionali pubblicati e aggiornati e la mancanza di dati quantitativi sulle prescrizioni. Nonostante ciò, il quadro emerso appare coerente con le criticità già evidenziate a livello internazionale, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.
Secondo i ricercatori, l’introduzione di nuovi sistemi di somministrazione dell’adrenalina, come le formulazioni intranasali, potrebbe favorire una maggiore facilità e rapidità d’impiego. Allo stesso tempo, viene sottolineato il ruolo fondamentale delle associazioni dei pazienti nel promuovere la conoscenza dell’anafilassi, migliorare la gestione delle emergenze e sostenere un accesso più equo agli autoiniettori.
In assenza di politiche uniformi, concludono gli autori, l’accesso agli autoiniettori di adrenalina rimane incerto e potenzialmente rischioso per i pazienti che potrebbero averne bisogno in situazioni di emergenza. L’armonizzazione delle politiche di rimborso e dei sistemi di approvvigionamento tra le diverse regioni italiane appare quindi una priorità per garantire un accesso rapido, omogeneo ed equo a un presidio salvavita fondamentale, in linea con le raccomandazioni internazionali.
Eur Ann Allergy Clin Immunol, 58,5 233-236,2026. Doi: 10.23822/EurAnnACI.1764-1489.431
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