La Società italiana di medicina ambientale (Sima) propone di valutare il rinvio dell'apertura delle scuole nel Sud Italia fino all'equinozio d'autunno, tra il 21 e il 23 settembre, a causa delle alte temperature previste in concomitanza con l'avvio dell'anno scolastico. La richiesta arriva in vista di una nuova ondata di caldo che, secondo la società scientifica, potrebbe incidere sul benessere di studenti e personale scolastico.
Sima richiama in particolare le condizioni climatiche all'interno degli edifici scolastici. Secondo i dati riportati dalla società, solo l'11% degli istituti dispone di sistemi di climatizzazione, che sarebbero inoltre prevalentemente riservati agli uffici amministrativi. Nelle aule, riferisce Sima, sono disponibili soprattutto ventilatori, ritenuti non adeguati a garantire temperature interne appropriate durante le giornate più calde.
«I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico», afferma Sima nella nota.
La società richiama anche il tema della qualità dell'aria negli ambienti scolastici. Alessandro Miani, presidente Sima, descrive le aule italiane come «generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate», condizioni che possono determinare un aumento delle concentrazioni di anidride carbonica.
Secondo Miani, problemi possono verificarsi quando la concentrazione di CO2 supera le 1.500 parti per milione. Il presidente Sima ricorda inoltre che nel settembre dello scorso anno sarebbero stati registrati mancamenti e malori tra gli studenti, soprattutto nel Sud Italia, attribuiti alle temperature elevate nelle classi.
«Il fenomeno delle ondate di calore sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, con possibilità del protrarsi di temperature fino a 36 gradi centigradi fino al mese di ottobre, non può essere trascurato o peggio ignorato», afferma Miani.
Da qui la proposta di intervenire anche sul calendario scolastico. «Bisogna fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità di lasciare chiuse le scuole al Sud Italia fino all'equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni», dichiara il presidente Sima.
Secondo la società, il tema deve essere affrontato anche attraverso una maggiore attenzione al microclima e alla qualità dell'aria negli ambienti scolastici. Miani aggiunge che una differenziazione dell'avvio dell'anno scolastico potrebbe avere ricadute positive anche sul turismo di fine stagione nelle regioni meridionali.