Un milione di nuove infezioni sessualmente trasmissibili ogni giorno nel mondo e un aumento dei casi anche in Italia. Con l'estate, il ritorno di una maggiore socialità e l'aumento dei rapporti occasionali riporta l'attenzione sulla prevenzione delle Ist, un gruppo di patologie che continua a rappresentare un problema rilevante di sanità pubblica. A lanciare l'allarme è Elsa Del Bo, segretario della Federazione nazionale degli Ordini della professione ostetrica (Fnopo), che invita a non abbassare la guardia nei mesi estivi. "L'estate è quel periodo dell'anno in cui aumentano le occasioni di conoscenza e, soprattutto tra i più giovani, anche i rapporti sessuali occasionali. Ma se da un lato cresce la voglia di leggerezza, dall'altro non bisogna dimenticare l'importanza della prevenzione".
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, ogni giorno nel mondo circa un milione di persone contrae un'infezione sessualmente trasmissibile potenzialmente curabile. Le Ist comprendono patologie causate da batteri, virus e parassiti e possono essere trasmesse attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali. Alcune possono inoltre passare dalla madre al bambino durante la gravidanza, il parto o il puerperio. Il mancato riconoscimento e trattamento tempestivo può comportare conseguenze importanti sulla salute riproduttiva e generale, tra cui infertilità, alcune forme tumorali e complicanze per il feto o il neonato. Anche in Italia il trend è in crescita. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità, raccolti attraverso i sistemi di sorveglianza dei centri clinici e dei laboratori di microbiologia, mostrano un aumento costante delle infezioni sessualmente trasmissibili dal 2004 al 2020, con una riduzione delle segnalazioni soltanto durante la pandemia, legata alle limitazioni agli spostamenti e alla riduzione dei contatti sociali. La ripresa è stata però rapida. Tra il 2019 e il 2022, secondo i dati richiamati dalla Fnopo, i casi di gonorrea sono raddoppiati, con un impatto particolare nella fascia di età tra i 20 e i 24 anni. Nello stesso periodo sono aumentati anche i casi di sifilide, cresciuti del 50%, e quelli di clamidia, saliti del 25%. Tra i principali fattori di rischio ci sono i rapporti sessuali non protetti con partner multipli, l'inizio precoce dell'attività sessuale, quando le mucose genitali possono essere più vulnerabili alle infezioni, e l'uso di alcol o sostanze stupefacenti, che può ridurre la capacità di valutare i comportamenti a rischio. "Si aggiungono poi condizioni di immunodepressione e, per caratteristiche anatomiche, una maggiore vulnerabilità delle donne", sottolinea Del Bo. Le modalità di trasmissione includono i rapporti sessuali, il contatto tra cute e mucose, il sangue e la trasmissione verticale dalla madre al figlio. Non si trasmettono invece attraverso gesti di vita quotidiana come una stretta di mano, un abbraccio, un bacio sulla guancia, la tosse, gli starnuti o l'utilizzo dei servizi igienici pubblici.
Il presidio principale resta la prevenzione. "Il preservativo rimane il metodo più efficace per prevenire la trasmissione delle infezioni sessualmente trasmissibili e dovrebbe essere utilizzato sempre nei rapporti occasionali, con ogni nuovo partner e ogni volta che non si conosce lo stato di salute della persona con cui si hanno rapporti", ricorda la segretaria Fnopo. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i metodi contraccettivi: la pillola anticoncezionale e gli altri contraccettivi ormonali proteggono dalle gravidanze indesiderate, ma non dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Per questo, sottolinea la Federazione, è fondamentale associare alla contraccezione una corretta protezione dalle Ist.