Le ondate di calore rappresentano un fattore di rischio sottovalutato in gravidanza. Le modificazioni fisiologiche che accompagnano la gestazione, dall'aumento del volume ematico ai cambiamenti nella termoregolazione, rendono l'organismo materno particolarmente vulnerabile alle temperature elevate, con possibili ricadute sulla salute materna e fetale documentate dalla letteratura. Un recente comunicato del policlinico Gemelli fa in punto sulle conoscenze e sulle raccomandazioni migliori in questo periodo delicato.
Primo trimestre: iperemesi e disidratazione
Il primo trimestre costituisce una delle fasi di maggiore vulnerabilità. La nausea e il vomito riducono l'idratazione in un contesto in cui aumenta la sudorazione, con rischio di squilibri idroelettrolitici e compromissione delle funzioni cardiovascolare e neurologica.
L'approccio clinico è scalare: sostanze naturali di prima linea (complessi vitamina B1/B6, preparati a base di zenzero); anti-emetici a base di antistaminici come step successivo; antagonisti della dopamina o della serotonina per via intramuscolare nei casi refrattari; valutazione del ricovero con idratazione endovenosa e nutrizione parenterale nelle disidratazioni severe.
Terzo trimestre: ipotensione, edemi e rischio trombotico
Nel terzo trimestre avanzato, la fisiologica riduzione della pressione arteriosa si somma alla vasodilatazione e alla disidratazione indotte dal caldo, amplificando il rischio di episodi lipotimici con perdita di coscienza e rischio di caduta. La dilatazione periferica favorisce il ristagno ematico agli arti inferiori, con edemi declivi, riduzione della deambulazione e stasi venosa che possono precipitare eventi trombotici. Si sottolinea che le trombosi venose profonde in gravidanza, con il rischio di embolia polmonare potenzialmente fatale, richiedono diagnosi precoce con eco-doppler nelle pazienti con gonfiore, rossore e dolore agli arti inferiori, e avvio tempestivo di anticoagulazione con eparina a basso peso molecolare sotto stretta sorveglianza.
Una conseguenza meno nota della disidratazione nel terzo trimestre riguarda il compartimento fetale. L'equilibrio osmotico tra i tessuti materni e il liquido amniotico fa sì che una deplezione idrica materna significativa possa ridurre il volume del liquido amniotico, con comparsa di oligoidramnios. Questa condizione richiede una sorveglianza più attenta del benessere fetale, poiché compromette la protezione meccanica del feto rispetto ai traumi addominali e alla compressione del cordone ombelicale.
Le raccomandazioni cliniche per la pratica
Sulla base di queste premesse, sono state strutturate 10 raccomandazioni per la gestione della gravidanza durante le ondate di calore: