Pollo e tacchino restano tra gli alimenti più presenti nella dieta degli italiani e il loro profilo nutrizionale è stato oggetto di una revisione scientifica condotta da un gruppo di lavoro SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), presentata al congresso annuale della società.
Il lavoro, coordinato dalla prof.ssa Livia Pisciotta, Ordinaria di Scienze dell'Alimentazione all'Università di Genova e Direttrice della Scuola di Specializzazione, ha raccolto le evidenze più recenti sul profilo nutrizionale delle carni avicole evidenzia come 9 cittadini su 10 consumino regolarmente carni provenienti da uccelli, in stragrande prevalenza pollo e tacchino
Le carni avicole sono indicate come fonte di proteine ad alto valore nutrizionale, con un contenuto lipidico nei tagli magri senza pelle inferiore all'1-1,2% su 100 grammi di prodotto crudo, e con presenza di vitamine del gruppo B, ferro, zinco e selenio. La qualità proteica risulta elevata anche sulla base del Digestible Indispensable Amino Acid Score (DIAAS), il metodo raccomandato dalla FAO per la valutazione della qualità delle proteine alimentari.
Il consumo pro capite di carni avicole in Italia è passato da 21,38 kg nel 2023 a 22,05 kg nel 2024, il valore più alto dell'ultimo decennio. La traiettoria italiana si inserisce in un trend globale: secondo le proiezioni FAO-OCSE, il pollame potrebbe rappresentare entro il 2030 quasi la metà del mercato mondiale delle carni.
La V Revisione dei LARN conferma una porzione standard di 100 grammi per le carni bianche. Le Linee Guida CREA indicano 2-3 porzioni settimanali di carne, con preferenza per le carni bianche non trasformate, equivalente a circa 30-45 grammi al giorno, valore in linea con la media di consumo nazionale attuale.
Le evidenze richiamate nella revisione delineano un possibile ruolo protettivo rispetto al declino cognitivo e, in alcuni contesti, una possibile associazione con la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, sempre condizionata all'inserimento del consumo in un pattern alimentare vario ed equilibrato, e non come fattore protettivo isolato.
La revisione richiama inoltre l'impiego delle carni avicole in fasi e condizioni specifiche: svezzamento, gravidanza, terza età e popolazione sportiva, contesti in cui il profilo aminoacidico e il basso contenuto lipidico rappresentano elementi di interesse nutrizionale.
Come sintetizza la prof.ssa Pisciotta: "Secondo le raccomandazioni nutrizionali nazionali e internazionali e le nuove conoscenze scientifiche emerse sul tema della salute pubblica, la carne avicola conferma di avere un ruolo centrale, a tutte le età, nell'alimentazione umana. Pollo e tacchino si configurano come una risorsa alimentare preziosa, in grado di conciliare esigenze nutrizionali e sicurezza alimentare, purché il loro consumo sia collocato nelle quantità raccomandate, all'interno di una dieta ricca e varia sul modello della dieta mediterranea."
Lara Sanfrancesco, Direttrice di Unaitalia conclude: "Le carni avicole si confermano una scelta di valore assoluto, capace di armonizzare salute, sicurezza alimentare e accessibilità. In un contesto in cui la consapevolezza alimentare è sempre più centrale, il profilo nutrizionale di pollo e tacchino, confermato dalla SINU, si distingue per la capacità di rispondere alle esigenze moderne di prevenzione e benessere ad ogni età. Queste caratteristiche, unite alla grande versatilità, rendono le carni avicole tra le più apprezzate dagli italiani, con un consumo in costante crescita."