Le alte temperature estive aumentano il rischio di tossinfezioni alimentari, soprattutto durante picnic, giornate al mare, escursioni e cene all'aperto. Per questo l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato una mini-guida con indicazioni pratiche per la corretta gestione degli alimenti fuori casa.
Secondo gli esperti del progetto Sac – Sicurezza Alimentare Casalinga, il caldo favorisce la proliferazione dei microrganismi e rende particolarmente vulnerabili gli alimenti più deperibili. Anche cibi apparentemente sicuri possono diventare fonte di contaminazione se conservati a temperature non adeguate o trasportati senza rispettare la catena del freddo. Particolare attenzione è raccomandata per bambini, anziani e donne in gravidanza.
L'Iss ricorda che i due fattori che influenzano maggiormente la sicurezza alimentare sono il tempo e la temperatura. Tra le principali raccomandazioni figurano il lavaggio accurato delle mani e degli alimenti, la separazione tra cibi crudi e cotti, il mantenimento della catena del freddo mediante borse termiche e la corretta cottura delle carni, che dovrebbero raggiungere almeno 70 gradi al cuore del prodotto.
Per le escursioni in montagna gli esperti consigliano di privilegiare alimenti poco deperibili come pane, frutta intera, frutta secca e prodotti confezionati a lunga conservazione, limitando invece carne, pesce, latte fresco e preparazioni con creme. Viene inoltre raccomandato l'utilizzo di acqua sicura e di gel igienizzanti quando non sia possibile lavarsi le mani.
Al mare o al lago, l'attenzione deve concentrarsi sulla conservazione dei cibi al fresco e sulla protezione da sabbia, vento e insetti. L'Iss suggerisce di preferire preparazioni semplici e poco manipolate, evitando di lasciare a lungo esposti al caldo alimenti particolarmente deperibili come latticini, salse, creme e prodotti a base di carne o pesce. Un richiamo specifico riguarda la frutta già tagliata, che in assenza di refrigerazione può deteriorarsi rapidamente.
Per i picnic in città, il principale fattore di rischio è rappresentato dalla permanenza prolungata degli alimenti a temperatura ambiente. Anche nelle cene condivise e nei cosiddetti "porta party" è consigliato limitare il tempo trascorso tra il trasporto e il consumo dei cibi, mantenendo refrigerate le preparazioni più delicate fino al momento del servizio.
"Le cene condivise rappresentano un momento di convivialità molto apprezzato, ma richiedono qualche attenzione in più per la sicurezza alimentare", sottolinea Antonella Maugliani, referente scientifico del progetto Sac. Secondo l'esperta, la corretta conservazione e il trasporto degli alimenti restano elementi essenziali per ridurre il rischio di contaminazioni durante i mesi estivi.