L’obesità potrebbe favorire lo sviluppo di diverse malattie autoimmuni, tra cui psoriasi, artrite reumatoide, sclerosi multipla e malattie infiammatorie intestinali. È quanto emerge da una revisione sistematica con metanalisi pubblicata da un gruppo italiano sulla rivista Obesity.
L’obesità è caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico di basso grado che, secondo numerose evidenze, può alterare la regolazione del sistema immunitario. Tuttavia, il legame tra eccesso di peso e autoimmunità non era ancora stato chiarito in modo definitivo. Per questo motivo i ricercatori dell’Università Federico II di Napoli hanno analizzato gli studi disponibili sull’associazione tra obesità e malattie autoimmuni.
Gli autori hanno esaminato i database PubMed ed Embase identificando 1.311 studi, dei quali 26 sono stati inclusi nella metanalisi finale: 8 studi trasversali e 18 longitudinali. L’analisi ha confrontato soggetti con obesità, definita da un indice di massa corporea superiore a 30, con individui normopeso con BMI inferiore a 25.
I risultati hanno mostrato che le persone con obesità presentavano una prevalenza significativamente maggiore di artrite reumatoide e psoriasi. Inoltre, nel follow-up longitudinale è emerso un aumento del rischio di sviluppare artrite reumatoide, psoriasi, sclerosi multipla e malattie infiammatorie croniche intestinali, comprese malattia di Crohn e colite ulcerosa.
Nel complesso, l’obesità è risultata associata a un aumento del 41% del rischio di sviluppare una qualsiasi malattia autoimmune nel tempo. In particolare, il rischio di psoriasi è risultato aumentato del 18%, mentre quello di artrite reumatoide del 30%.
Secondo i ricercatori, questi dati supportano l’ipotesi che l’infiammazione cronica correlata all’obesità possa contribuire alla disregolazione immunitaria e aumentare la suscettibilità alle patologie autoimmuni. L’associazione non riguarderebbe quindi una singola malattia, ma più condizioni accomunate da meccanismi infiammatori.
Gli autori sottolineano inoltre che il controllo del peso corporeo potrebbe avere benefici non solo sul rischio cardiovascolare e metabolico, ma anche sulla prevenzione delle malattie autoimmuni. Identificare precocemente i soggetti con obesità come popolazione a maggior rischio potrebbe favorire strategie di monitoraggio e intervento mirate.
“Le evidenze complessive supportano il ruolo dell’obesità come fattore di rischio per l’autoimmunità”, hanno concluso i ricercatori.