Esercizio fisico, riduzione intensiva della pressione arteriosa e del colesterolo LDL, o la loro combinazione non migliorano in modo significativo la funzione cognitiva negli anziani a rischio di demenza. È quanto emerge da uno studio randomizzato pubblicato online il 23 marzo 2026 su JAMA Neurology.
Il trial multicentrico, condotto negli Stati Uniti con disegno fattoriale 2×2 e durata di 24 mesi, ha coinvolto 513 soggetti tra 60 e 85 anni senza demenza, ma con ipertensione, familiarità per demenza e/o declino cognitivo soggettivo. I partecipanti sono stati assegnati a quattro gruppi: esercizio aerobico, riduzione intensiva dei fattori di rischio vascolare (target di pressione sistolica <130 mmHg e trattamento con atorvastatina), combinazione delle due strategie o cure standard.
L’endpoint primario era la variazione della funzione cognitiva globale, valutata con il punteggio PACC (Preclinical Alzheimer Cognitive Composite) a 24 mesi. I risultati non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi. Il punteggio PACC è aumentato di 0,3 unità nel gruppo esercizio e di 0,2 unità nel gruppo senza esercizio, senza differenze statisticamente significative. Analogamente, non sono emerse differenze tra il gruppo con intervento farmacologico intensivo e quello senza.
Risultati sovrapponibili sono stati osservati anche per gli endpoint secondari, inclusi i punteggi della batteria cognitiva NIH Toolbox.
Secondo gli autori, i dati non supportano l’uso dell’esercizio fisico, della riduzione intensiva dei fattori di rischio vascolare o della loro combinazione come strategie efficaci per migliorare la funzione cognitiva in questa popolazione.
Fonte: JAMA Neurology, Zhang R et al., 2026.