La qualità del sonno nell’infanzia è associata al rischio di sviluppare la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) in adolescenza. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, che analizza il rapporto tra sonno e PCOS prima della manifestazione clinica.
Le alterazioni del sonno sono una comorbilità frequente nella PCOS. Finora, tuttavia, nessuno studio prospettico aveva valutato se i disturbi del sonno nell’infanzia e nell’adolescenza potessero precedere l’insorgenza della sindrome.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 226 ragazze reclutate tra il 1989 e il 1991, valutando la comparsa di PCOS all’età di 14 anni. I comportamenti del sonno sono stati misurati tramite la Child Behaviour Checklist alle età di 5, 8, 10 e 14 anni.
Il 16,4% delle ragazze ha sviluppato la sindrome. Le ragazze con PCOS presentavano punteggi compositi del sonno più elevati rispetto alle coetanee senza diagnosi (differenza media 0,49 punti; IC 95%, 0,1–0,87), con differenze già evidenti a 8 anni (0,64) e a 14 anni (0,84).
L’analisi dei singoli comportamenti ha evidenziato associazioni significative. Le bambine che a 5 anni faticavano ad addormentarsi avevano circa tre volte più probabilità di ricevere una diagnosi di PCOS a 14 anni. Un rischio simile emergeva per le difficoltà di sonno a 10 anni, mentre dormire meno rispetto alle coetanee alla stessa età raddoppiava la probabilità di diagnosi. Il sonnambulismo o il sonniloquio a 8 anni e la presenza di incubi ricorrenti a 14 anni erano associati a un rischio più elevato, rispettivamente circa doppio e quasi doppio.
A 14 anni le ragazze con PCOS presentavano inoltre valori più elevati di BMI, testosterone libero e punteggi di ansia/depressione rispetto ai controlli.
Secondo gli autori, la qualità del sonno, in termini di durata e continuità, potrebbe contribuire a una disfunzione neuroendocrina e metabolica alla base della PCOS, favorendo insulino-resistenza, sovrappeso e ulteriori disturbi del sonno.
I risultati suggeriscono di considerare i disturbi del sonno non solo come comorbilità della PCOS, ma anche come possibile indicatore precoce di rischio. In attesa di conferme, promuovere una corretta igiene del sonno fin dall’infanzia rappresenta un intervento a basso costo e priva di rischi, potenzialmente utile nel modulare la salute riproduttiva e metabolica.
«Questi dati suggeriscono che le difficoltà precoci del sonno potrebbero costituire un segnale per identificare le bambine a maggior rischio di sviluppare la PCOS», ha dichiarato Nur K. Abdul Jafar, autrice dello studio. «Clinicamente, questo evidenzia l'importanza di riconoscere e affrontare i problemi del sonno nell'infanzia e sviluppare interventi comportamentali per supportare una migliore salute ormonale e metabolica».