Clinica
Nutrizione
20/03/2026

Diete create da intelligenza artificiale: piani alimentari sbilanciati su nutrienti e calorie. Rischi per gli adolescenti

Uno studio pubblicato su Frontiers in Nutrition evidenzia che i piani alimentari elaborati da AI per adolescenti risultano inadeguati e pericolosi per la salute

Intelligenza artificiale nella scrittura medica (300 x 250 px)

I piani dietetici generati da chatbot basati sull'intelligenza artificiale rischiano di fornire apporti calorici e nutrizionali inadeguati: nonostante la disponibilità di molte linee guida ufficiali sull’alimentazione sana, le piattaforme AI tendono a generare risposte che appaiono plausibili e di facile utilizzo, ma non clinicamente corrette. È la conclusione a cui sono arrivati gli autori si uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition, con focus specifico sugli adolescenti che ricorrono a schemi dietetici elaborati dall'intelligenza artificiale e rischiano di assumere meno calorie del necessario, in media l'equivalente di un pasto saltato al giorno.

Piattaforme AI a confronto con linee guida

In questo studio, spiega Ayşe Betül Bilen, assistant professor della Facoltà di Scienze della Salute dell'Università Atlas di Istanbul, “dimostriamo che i piani dietetici generati dall'Ai tendono a sottostimare notevolmente l'apporto energetico totale e l'assunzione di nutrienti chiave rispetto ai piani basati su linee guida e preparati da un dietista". Con conseguenze rilevanti sulla salute, in quanto piani alimentari così sbilanciati o eccessivamente restrittivi durante l'adolescenza - evidenzia l'esperta “può influire negativamente sulla crescita, sulla salute metabolica e sui comportamenti alimentari".

I ricercatori hanno confrontato le capacità di pianificazione dei pasti di 5 modelli di intelligenza artificiale (ChatGPT 4, Gemini 2.5 Pro, Bing Chat-5GPT, Claude 4.1 e Perplexity, nelle versioni gratuite), chiedendo di creare piani alimentari per adolescenti che cercavano di perdere peso e valutando i risultati alla luce delle raccomandazioni di un dietista qualificato.

Le informazioni fornite all'Ai includevano età, altezza e peso per 4 teenager di 15 anni, un ragazzo e una ragazza che rientravano nel percentile del sovrappeso e un ragazzo e una ragazza che rientravano nel percentile dell'obesità. Il prompt era creare uno schema per tre giorni che includesse 3 pasti e 2 spuntini al giorno.

"I piani dietetici generati dall'Ai si discostavano costantemente dall'equilibrio dei macronutrienti raccomandato, il che è particolarmente problematico per gli adolescenti", sottolinea Bilen. Confrontando la dieta dell'Ai con quella elaborata da uno specialista in patologie adolescenziali, i risultati hanno mostrato che i modelli di intelligenza artificiale calcolavano il fabbisogno energetico in media di quasi 700 calorie in meno rispetto al dietologo. Questa differenza, come spiegano gli autori, è equivalente a un pasto completo, ed è sufficientemente ampia da avere conseguenze cliniche, l'apporto calorico era gravemente sottostimato, l'assunzione di alcuni macronutrienti era sovrastimata.

Gli squilibri calorici e nutrizionali

I dati evidenziano in modo chiaro lo squilibrio nella distribuzione dei macronutrienti: i modelli di intelligenza artificiale raccomandavano un apporto proteico più elevato, di circa 20 grammi in più rispetto al piano del dietista, pari a circa il 21-24% dell’energia totale, superando i range raccomandati. Anche i lipidi risultavano sovrastimati, arrivando a rappresentare il 41-45% dell’apporto energetico complessivo, ben oltre i valori indicati dalle linee guida. Al contrario, i carboidrati erano significativamente inferiori, con una riduzione media di circa 115 grammi e un contributo energetico limitato al 32-36%, ben al di sotto del range raccomandato per l’età adolescenziale.

Lo squilibrio riguarda anche altri aspetti nutrizionali fondamentali. La riduzione dei carboidrati si traduce infatti in un apporto di fibre insufficiente, pari a circa 14-16 grammi al giorno, ben al di sotto dei livelli raccomandati per gli adolescenti. Parallelamente, i piani generati dall’Ai mostrano carenze e forte variabilità anche nei micronutrienti, in particolare per vitamina D, folati, calcio, ferro e magnesio, elementi essenziali nelle fasi di crescita. Una criticità rilevante, considerando che proprio in età adolescenziale il fabbisogno di questi nutrienti è elevato per sostenere lo sviluppo osseo, cognitivo e metabolico. Secondo gli autori, questa variabilità e le carenze osservate rendono i piani generati dall’intelligenza artificiale poco affidabili e potenzialmente rischiosi se utilizzati senza supervisione professionale.

Il confronto con le linee guida nutrizionali internazionali evidenzia ulteriormente le criticità. Rispetto a piani alimentari elaborati dal dietista basati su raccomandazioni consolidate (Oms, Fao, Accademie nazionali delle scienze, AMDR), le proposte generate dall’intelligenza artificiale si discostavano in modo sistematico da questi parametri. In particolare, risultavano fuori range sia la quota di carboidrati, inferiore ai livelli raccomandati del 45-65%, sia quella di proteine e lipidi, spesso superiori ai limiti indicati. Uno scostamento che, secondo gli autori, mette in discussione l’affidabilità clinica di questi strumenti quando utilizzati senza un riferimento a standard scientifici condivisi.

Risposte basate su approcci dietetici popolari

Un ulteriore elemento critico riguarda il funzionamento stesso dei sistemi di intelligenza artificiale. Sebbene molte linee guida sulla sana alimentazione elaborate da organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali siano disponibili online, gli strumenti di AI potrebbero non basare i loro risultati su raccomandazioni nutrizionali basate sull'evidenza. Secondo gli autori, i modelli tendono a riflettere i contenuti più diffusi nei dati su cui sono stati addestrati, spesso influenzati da approcci dietetici popolari come quelli a basso contenuto di carboidrati. Inoltre, l’intelligenza artificiale mostra una tendenza a fornire risposte adattate alle aspettative dell’utente, privilegiando la plausibilità e la coerenza con la richiesta rispetto alla rigorosa aderenza alle linee guida scientifiche. Un meccanismo che può contribuire a generare piani nutrizionali apparentemente corretti, ma non sempre adeguati dal punto di vista clinico.

Come spiega Bilen, questi sistemi "sono principalmente addestrati a generare risposte che appaiono plausibili e di facile utilizzo, piuttosto che clinicamente precise. I nostri risultati suggeriscono che potrebbero basarsi su modelli dietetici generalizzati o diffusi, invece di integrare pienamente i requisiti nutrizionali specifici per età".

"L'adolescenza - conclude Bilen - è un periodo critico per la crescita fisica, lo sviluppo osseo e la maturazione cognitiva. Un apporto inferiore di energia e carboidrati, combinato con un aumento del rapporto tra proteine e grassi, può comportare dei rischi".

Fonte:
https://www.frontiersin.org/news/2026/03/12/teens-ai-meal-plans-too-few-calories-frontiers-in-nutrition
https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2026.1765598/full

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