Il Ministero della Salute giapponese ha concesso l'approvazione condizionata a Raguneprocel (Amchepry) di Sumitomo Pharma, primo farmaco rigenerativo derivato da cellule pluripotenti indotte mai autorizzato al mondo. Indicato per i pazienti con risposta inadeguata alla levodopa, nasce dal lavoro del Premio Nobel Shinya Yamanaka e da un trial clinico avviato nel 2018 all'Università di Kyoto.
Il Parkinson è una patologia neurodegenerativa che colpisce oltre 10 milioni di persone nel mondo e che, ad oggi, non dispone di alcuna cura definitiva. Il fulcro fisiopatologico della malattia è la progressiva degenerazione dei neuroni della substantia nigra che producono dopamina, neurotrasmettitore indispensabile per il controllo del movimento: senza di essa si instaurano i caratteristici tremori, la rigidità muscolare e la perdita del controllo posturale. I farmaci oggi disponibili — levodopa in primis — agiscono in modo sintomatico e tendono a perdere efficacia nel tempo, lasciando una quota crescente di pazienti senza un controllo adeguato della malattia.
Le cellule staminali pluripotenti indotte sono ottenute da cellule somatiche adulte — come quelle della pelle o del sangue — che vengono riprogrammate per riacquisire uno stato simile a quello embrionale, capace di trasformarsi in qualsiasi tipo di tessuto, anche diverso da quello di partenza.
Il vantaggio clinico rispetto all'utilizzo di cellule staminali embrionali — tecnologia su cui si basano altri trial ancora in corso — è duplice: da un lato vengono bypassate le problematiche etiche legate all'uso di embrioni umani; dall'altro, la possibilità di selezionare linee cellulari immunologicamente compatibili riduce significativamente il rischio di rigetto, rendendo il trattamento potenzialmente applicabile a una platea più ampia di pazienti.
Il medicinale è indicato per il miglioramento dei sintomi motori nei pazienti con malattia di Parkinson che non rispondono in modo adeguato alle terapie farmacologiche esistenti, inclusi i prodotti contenenti levodopa. Si tratta di un prodotto composto da progenitori neuronali dopaminergici differenziati da cellule iPS allogeniche — cioè ottenute non dal paziente stesso ma da donatori sani — capaci di integrare o sostituire i neuroni dopaminergici progressivamente perduti nel decorso della malattia.
L'approvazione si basa sui risultati di un trial clinico avviato nel 2018 da Ryosuke Takahashi, Jun Takahashi e Nobukatsu Sawamoto dell'Università di Kyoto su sette pazienti di età compresa tra 50 e 69 anni. I partecipanti hanno ricevuto un trapianto di progenitori dopaminergici derivati da cellule iPS umane impiantati in entrambi gli emisferi cerebrali con quantità comprese tra 5 e 10 milioni di cellule per paziente.
Dopo un follow-up di 24 mesi i ricercatori hanno dimostrato che le cellule trapiantate hanno prodotto dopamina senza crescita eccessiva o formazione di tumori e che cinque su sei partecipanti hanno mostrato un miglioramento dei sintomi motori durante il trattamento farmacologico standard, mentre quattro continuavano a mostrare benefici anche dopo averlo sospeso, senza eventi avversi gravi. I risultati sono stati pubblicati nell'aprile 2025 su Nature.
L'autorizzazione concessa alle terapie è definita "condizionata e limitata nel tempo": il sistema normativo giapponese consente questo tipo di approvazione per accelerare l'accesso dei pazienti a nuove terapie promettenti, sulla base di dati clinici raccolti su un numero di pazienti inferiore rispetto ai trial tradizionali. Sumitomo Pharma ha presentato la domanda di autorizzazione e condurrà ora uno studio clinico post-marketing e una sorveglianza post-marketing per ottenere l'approvazione completa. La produzione del farmaco sarà affidata a S-Racmo.
L'approvazione giapponese non chiude il capitolo sulla terapia cellulare per il Parkinson a livello globale, ma ne inaugura uno nuovo. Sono ancora in corso due sperimentazioni basate su cellule staminali embrionali: lo studio "exPDite" avviato negli USA nel 2022 e lo studio europeo "Stem-Pd", partito nel 2023. I risultati definitivi di quest'ultimo sono attesi nel 2026, e potrebbero fornire ulteriori informazioni comparative sul profilo di efficacia e sicurezza delle diverse piattaforme cellulari.