Ansia, depressione e insonnia risultano frequentemente associate al dolore cronico nelle donne e, nei casi di fibromialgia, la comorbilità psichiatrica può arrivare fino al 60%. È quanto emerso durante il webinar formativo “Ansia, depressione e insonnia nella donna: correlazioni con il dolore cronico e la fibromialgia”, organizzato a Milano dalla Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (SINPF) e da Fondazione ONDa ETS, dedicato alle interazioni tra disturbi emotivi, sonno e dolore cronico nelle differenze di genere.
In Italia la depressione interessa circa il 6% della popolazione adulta, con una prevalenza quasi doppia nelle donne, mentre l’insonnia riguarda tra il 15% e il 20% delle persone. Quando queste condizioni si associano al dolore cronico, le percentuali aumentano in modo significativo. La fibromialgia, che colpisce circa il 2-3% della popolazione ed è diagnosticata prevalentemente nelle donne, rappresenta uno dei contesti clinici in cui la sovrapposizione tra disturbi emotivi e dolore persistente è più frequente.
«Ansia, depressione e insonnia non sono conseguenze marginali del dolore cronico, ma componenti centrali della sua complessità clinica», ha spiegato Francesca Merzagora, presidente di Fondazione ONDa. «Nelle pazienti con dolore persistente fino al 60% presenta sintomi depressivi, oltre il 40% disturbi d’ansia e più della metà soffre di insonnia. Il dolore alimenta il disagio psicologico e la mancanza di sonno ne amplifica l’intensità».
Secondo Claudio Mencacci, psichiatra e co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia, la relazione tra dolore e disturbi dell’umore è bidirezionale. «Depressione e insonnia sono più frequenti nelle donne lungo tutto l’arco della vita e, quando ansia e disturbi del sonno si strutturano nel tempo, possono aumentare il rischio di sviluppare dolore persistente o peggiorarne l’andamento».
Le evidenze disponibili indicano che circa il 40% delle persone con dolore cronico presenta sintomi di depressione o ansia. Nella fibromialgia le percentuali risultano ancora più elevate. «Le meta-analisi indicano che fino al 40-50% delle persone con fibromialgia presenta sintomi clinicamente rilevanti di depressione o ansia», ha affermato Andrea Fagiolini, professore ordinario di psichiatria al Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Siena. «In molti casi la depressione rappresenta un fattore di vulnerabilità biologica che può facilitare la cronicizzazione del dolore».
Un ruolo centrale è attribuito anche al sonno. Studi epidemiologici mostrano che i disturbi del sonno sono presenti in circa la metà dei pazienti con dolore cronico. «L’insonnia è un fattore di rischio indipendente per depressione e disturbi d’ansia e può precedere sia l’episodio depressivo sia l’esordio del dolore cronico», ha osservato Laura Palagini, psichiatra e responsabile dell’ambulatorio per i disturbi del sonno dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa.
Dal punto di vista reumatologico, la fibromialgia viene descritta come una condizione complessa che coinvolge diversi sistemi biologici. «Non è soltanto una sindrome dolorosa», ha spiegato Laura Bazzichi, reumatologa dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. «Dolore, sonno e disturbi emotivi condividono meccanismi neurobiologici comuni e si influenzano reciprocamente».
Per gli specialisti intervenuti al webinar, la gestione clinica richiede un approccio integrato. «Dolore cronico e disturbi dell’umore condividono circuiti neurobiologici legati ai sistemi dello stress», ha concluso Ferdinando Nicoletti, professore ordinario di farmacologia all’Università La Sapienza di Roma. «Quando la comorbilità psichiatrica nella fibromialgia coinvolge fino al 50% delle persone, l’approccio terapeutico deve essere integrato e includere trattamento farmacologico, psicoterapia e interventi sul sonno».