La spesa per la salute mentale in Italia nel 2023 è pari al 2,69% della spesa sanitaria complessiva. È quanto afferma Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep), in un intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore, analizzando i dati economici disponibili in attesa della pubblicazione del Rapporto salute mentale.
Secondo Starace, la spesa sanitaria corrente 2023 certificata dalla Ragioneria generale dello Stato è stata pari a 132,898 miliardi di euro. La spesa per l’assistenza territoriale alla salute mentale nello stesso anno ammonterebbe a 3,572 miliardi. Il rapporto tra le due voci porta a un’incidenza del 2,69%, valore che, sottolinea, colloca l’Italia all’ultimo posto tra i Paesi del G7 e a meno di un terzo rispetto a Germania, Francia e Regno Unito.
L’incremento nominale della spesa, pari al 5,2%, risulta inferiore al tasso di inflazione del 5,7%. Per il presidente Siep, l’aumento in valore assoluto non rappresenta un’inversione di tendenza, ma un tentativo di contenere l’impatto dell’inflazione, dei costi dei farmaci, dei rinnovi contrattuali del personale e delle convenzioni per i cosiddetti “gettonisti”.
Un elemento di criticità riguarda la residenzialità psichiatrica, che assorbe oltre il 44% dell’intera spesa a fronte di poco più del 3% dell’utenza. Considerando una permanenza media superiore ai tre anni, Starace invita a interrogarsi sulla reale funzione riabilitativa di queste strutture.
Quasi la metà della popolazione italiana, aggiunge, è assistita in Asl che destinano alla salute mentale meno del 2,6% della spesa sanitaria complessiva. Le conseguenze si riflettono sul personale a tempo indeterminato, con una carenza stimata in oltre 8.300 unità secondo i parametri sottoscritti dal ministero della Salute.
Quanto allo stanziamento previsto dalla legge di bilancio 2026, pari a 80 milioni di euro, di cui 30 milioni autorizzati ma non vincolati per assunzioni nei servizi di salute mentale, Starace ne evidenzia l’insufficienza rispetto alle necessità del sistema.
Nel suo intervento, il presidente Siep richiama inoltre l’aumento del disagio psichico nella popolazione, in particolare tra i giovani, e la crescita dell’utenza ultra 65enne rispetto alla fascia 18-34 anni, segnalando difficoltà nell’erogare assistenza conforme a raccomandazioni e linee guida.